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Cronaca 2 min di lettura14 ott

16 ottobre, la richiesta all’Anpi: «Fate un passo indietro

Victor Fadlun accusa l’associazione di aver alimentato fratture sul 25 Aprile e le chiede di non prendere parte alle cerimonie della Comunità ebraica di Roma.

La Comunità ebraica di Roma chiede all’ANPI di non prendere parte alle commemorazioni del 16 ottobre, giornata dedicata alla memoria della deportazione degli ebrei romani. Il presidente Victor Fadlun motiva la richiesta con il rischio che l’appuntamento si trasformi in un nuovo terreno di scontro.

Per Fadlun, il ricordo di quella data deve rimanere distinto dalle tensioni emerse negli ultimi cortei del 25 Aprile. «Il 16 ottobre è il giorno più doloroso nella storia degli ebrei romani e non può diventare il luogo di nuove lacerazioni», ha affermato, chiedendo all’associazione di non partecipare alle iniziative.

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La frattura nata durante il 25 Aprile

Al centro delle contestazioni ci sono, secondo il presidente della Comunità, gli episodi legati alla presenza delle bandiere di Israele e della Brigata Ebraica nelle manifestazioni per la Liberazione. Fadlun rimprovera all’ANPI di non aver difeso con sufficiente chiarezza il diritto degli ebrei e degli italiani a ricordare il ruolo svolto dalla Brigata Ebraica.

Nella sua ricostruzione rientra anche l’atteggiamento assunto in alcune piazze verso le proteste e le iniziative filopalestinesi. Il presidente sostiene che l’associazione si sia mostrata compiacente nei confronti di manifestazioni segnate, a suo giudizio, da atteggiamenti favorevoli alla violenza.

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L’invito a riflettere sulle responsabilità

Fadlun ha quindi rivolto all’ANPI un appello a valutare le conseguenze delle proprie posizioni prima di presentarsi alle celebrazioni del 16 ottobre. La richiesta non riguarda soltanto la partecipazione formale alle cerimonie, ma anche il significato che quella presenza avrebbe dopo i contrasti maturati nei cortei del 25 Aprile.

«Chi ha contestato le bandiere di Israele e della Brigata Ebraica, o non ha saputo difendere senza ambiguità il diritto a ricordarne il contributo alla Liberazione, non può presentarsi da noi il 16 come se nulla fosse», ha dichiarato Fadlun. In conclusione, il presidente ha invitato l’associazione ad avere la sensibilità, e se necessario il pudore, di fare un passo indietro.

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