Weidmann, dal calcio di strada al successo con il Twente
Il centrocampista francese ha segnato cinque gol e servito sei assist in sedici presenze nei Paesi Bassi
Daouda Weidmann è diventato uno dei protagonisti dell’FC Twente dopo un avvio quasi anonimo nei Paesi Bassi. Il centrocampista francese, 23 anni, ha già contribuito a 11 reti in 16 presenze tra gol e assist.
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La crescita nei sobborghi di Parigi
Weidmann è nato nel XIX arrondissement di Parigi, ma ha trascorso gran parte dell’infanzia in periferia. La madre è tedesca e il calciatore porta il suo cognome: il padre non lo ha riconosciuto nei primi anni e ha avuto un ruolo nella sua vita soltanto quando Daouda aveva quattro anni.
Dopo la scuola, il calcio occupava quasi tutto il suo tempo. «Al coperto o all’aperto, una banlieue contro l’altra», ha raccontato Weidmann alla televisione olandese. Nei sobborghi parigini si confrontava ogni giorno con ragazzi di origini africane e arabe, spesso più forti di lui.
L’Île-de-France continua a produrre una quantità notevole di calciatori. Secondo Hubert Fournier, direttore tecnico della Federazione calcistica francese, la presenza di numerose comunità provenienti da Algeria, Senegal, Mali e Marocco ha contribuito alla formazione di un sistema cresciuto nel corso di decenni.
La concorrenza tra le tante società della regione ha inoltre esposto i giovani a stili e scuole di gioco differenti. A questo si sono aggiunti gli investimenti negli impianti e una forte spinta sociale: per molte famiglie il calcio rappresenta una possibile via verso una vita migliore.
Dal Paris Saint-Germain all’Olanda
Weidmann è entrato nel settore giovanile del Paris Saint-Germain a 12 anni. Il percorso, tuttavia, è stato segnato da dubbi, lontananza dalla famiglia, infortuni e dalle difficoltà vissute durante la pandemia. Più volte ha pensato di abbandonare il calcio per cercare un lavoro ordinario.
Alla fine ha resistito e si è allenato accanto a Lionel Messi, Kylian Mbappé, Sergio Ramos e Neymar. «Sei lì per allenarti, non per ammirarli, ma per un ragazzino non è facile», ha spiegato ricordando quei giorni.
Il passaggio in prima squadra a Parigi non si è concretizzato. Il club voleva indirizzarlo verso una formazione francese di terza divisione, mentre il Torino gli aveva prospettato un trasferimento. L’esperienza italiana non ha mantenuto le promesse iniziali e Weidmann ha rifiutato l’ipotesi di giocare in Serie C.
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La chiamata dell’RKC Waalwijk è arrivata all’improvviso. Tre anni fa il centrocampista si è trasferito nei Paesi Bassi, in una squadra che conosceva appena ma che gli offriva l’opportunità di misurarsi in un campionato considerato formativo.
L’esplosione con il Twente
A Waalwijk il francese non ha lasciato subito il segno. Un problema addominale lo ha tenuto fuori da novembre a maggio nella stagione 2024/25, proprio dopo un periodo in cui stava mostrando buone prestazioni. I risultati negativi dell’RKC hanno inoltre reso più difficile attirare l’attenzione.
Per questo l’interesse del Twente lo ha sorpreso. Il club lo ha acquistato dopo una stagione con poche partite e senza numeri offensivi rilevanti, ma a Enschede Weidmann ha trovato spazio e continuità.
In sedici gare ha realizzato 5 reti e fornito 6 passaggi decisivi. Domenica 1 novembre non era stato convocato per la partita vinta dal Twente 9-0 contro l’Excelsior, ma il suo rendimento precedente lo aveva già trasformato in uno dei giocatori più apprezzati dal pubblico della Grolsch Veste.
La rete più significativa è arrivata contro il PSV. Weidmann ha recuperato il pallone vicino alla propria area, ha attraversato il campo superando la difesa avversaria e ha concluso l’azione con freddezza. Il commentatore della televisione olandese ha celebrato la corsa definendola degna di un posto nel museo del Twente.
L’obiettivo della nazionale
Il rendimento con il club ha riportato Weidmann al centro dell’attenzione dopo anni complicati. Il calciatore, però, non considera concluso il percorso: la concorrenza nella selezione francese è molto alta e la convocazione resta lontana.
La sua ambizione non è cambiata. «Il mio obiettivo rimane la Nazionale francese, anche se so che la strada è ancora lunga», ha dichiarato il centrocampista.
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