Udinese, Zanetti detta le regole: decide il campo
Il nuovo tecnico ha otto mesi di contratto e prepara la gara di venerdì senza cambiare subito modulo
Paolo Zanetti ha rivelato di essere già stato vicino alla panchina dell’Udinese, ma di aver rinunciato allora perché il suo sistema di gioco differiva da quello abituale del club. Il tecnico ha aggiunto che gli era stata proposta un’opzione per il rinnovo, che ha scelto di non inserire nel contratto.
Le celebrazioni per i 130 anni dell’Udinese, previste a fine novembre, sono state rinviate. Il direttore generale Franco Collavino ha spiegato che la società le organizzerà in un momento più opportuno, considerando la situazione del proprietario.
La società ha deciso di separarsi da Kosta Runjaic dopo un primo tempo chiuso sullo 0-3. Per la successione di Zanetti erano stati valutati anche Roberto D’Aversa e Andrea Sottil.
Paolo Zanetti è stato presentato come nuovo allenatore dell’Udinese. Il tecnico ha trovato anche Oumar Solet recuperato, ma avrà poco tempo per preparare la gara di venerdì e rilanciare una squadra penultima in classifica.
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Zanetti punta sul lavoro
Nel giorno dell’insediamento, Zanetti ha ricordato le condizioni di Gianpaolo Pozzo, figura storica dell’Udinese, spiegando di non averlo ancora incontrato. Dopo il colloquio con la moglie del patron, l’allenatore ha detto di voler regalare alla famiglia qualche soddisfazione attraverso i risultati della squadra.
Il tecnico ha riconosciuto il lavoro svolto da Kosta Runjaic, ma ha evidenziato la posizione dell’Udinese: «Se il campionato finisse adesso, l’Udinese sarebbe in Serie B». Per cambiare il rendimento serviranno intensità, applicazione e una mentalità più solida. «Con me gioca chi corre e chi merita», ha aggiunto Zanetti parlando alla squadra.
Secondo il nuovo allenatore, le sconfitte possono aver ridotto la fiducia dei giocatori e favorito qualche atteggiamento di deresponsabilizzazione. Nei colloqui individuali, però, non avrebbe trovato calciatori privi della volontà di reagire. La disponibilità a invertire il percorso, ha chiarito, non è trattabile.
Modulo confermato all’inizio
Zanetti non intende modificare subito l’impianto tattico. L’organico, a suo giudizio, permette di alternare il 3-5-2 al 3-4-2-1 e questi saranno i riferimenti iniziali. Un cambiamento radicale, con una partita già fissata per venerdì, richiederebbe tempi che l’Udinese non ha.
Il tecnico ha spiegato di avere già trovato sintonia con Gökhan Inler, con cui condivide idee e metodo di lavoro. Il suo contratto durerà otto mesi e non comprende un’opzione per il rinnovo: Zanetti ha scelto di misurarsi subito con i risultati e con la crescita del gruppo.
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La priorità sarà recuperare il modello fisico e competitivo associato all’Udinese. La squadra ha incassato molti gol e, dopo il cambio in panchina, i calciatori possono essersi sentiti responsabili della situazione. Le indicazioni dell’allenatore dovranno essere applicate immediatamente, senza però trascurare la crescita dei singoli.
Zaniolo e le gerarchie
A chi gli chiedeva di Nicolò Zaniolo, Lovric ed Ebosse, Zanetti ha risposto spostando l’attenzione sulla squadra. Nessun giocatore, secondo lui, può risolvere da solo le partite con continuità: il sistema deve creare gli spazi e i movimenti necessari perché i talenti possano esprimersi.
Anche le gerarchie, ha precisato, non sono definitive. «Le gerarchie le darà il campo, che parla sempre», ha dichiarato. I titolari attuali si sono guadagnati il posto, ma prestazioni e allenamenti potranno portare a nuove scelte.
La partita di venerdì sarà rilevante, ma non determinerà da sola la permanenza in Serie A. Zanetti ha ricordato che una vittoria non metterebbe al sicuro l’Udinese e una sconfitta non sancirebbe la retrocessione: il percorso resterà lungo, con l’obiettivo immediato di migliorare la squadra e quello parallelo di valorizzare i calciatori.
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