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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Treccani dedica un volume a Gigi Riva, mito italiano

Il libro sarà presentato il 7 novembre a Cagliari, nel giorno del suo 82° compleanno

Gigi Riva entrerà nella collana “Miti italiani” della Treccani con un volume dedicato alla sua carriera e al legame con la Sardegna. La presentazione è fissata per il 7 novembre al Teatro lirico di Cagliari, data in cui l’ex attaccante avrebbe compiuto 82 anni.

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Il rifiuto alla Juventus

Al centro del racconto c’è anche il rapporto speciale tra Riva e il Cagliari. Per anni la Juventus tentò di acquistarlo, ma l’attaccante respinse ogni proposta, compresa quella del 1973, che prevedeva quattro calciatori e un conguaglio economico giudicato molto alto.

Riva definì quell’offerta “immorale” e spiegò così il motivo del suo rifiuto: «Per quella cifra avrei dovuto segnare tre gol a partita». In un’altra occasione ribadì la sua scelta con parole altrettanto nette: «Non tradirò mai i sardi».

Molti anni più tardi telefonò a Giampiero Boniperti per fargli gli auguri in occasione dei 90 anni. L’allora presidente della Juventus gli rispose che aspettava quella chiamata da mezzo secolo.


Una vita legata alla Sardegna

Nato a Leggiuno, in provincia di Varese, il 7 novembre 1944, Riva rimase orfano da bambino. In Sardegna trovò una nuova famiglia e con il Cagliari di Manlio Scopigno conquistò lo scudetto nel 1970.

Con la Nazionale vinse l’Europeo del 1968 e arrivò secondo al Mondiale in Messico. In quel torneo l’Italia superò la Germania Ovest per 4-3 nella celebre semifinale, prima di perdere la finale contro il Brasile di Pelé. In quella squadra giocava anche Sandro Mazzola, scomparso a settembre.

Il soprannome “Rombo di Tuono” gli fu assegnato da Gianni Brera. Una serie di gravi infortuni lo costrinse a chiudere la carriera a 32 anni.

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Il rapporto con Scopigno

Tra Riva e Scopigno, allenatore al quale è dedicato anche il premio vinto da Antonio Conte, esisteva un’intesa particolare. L’attaccante non mancava mai agli allenamenti e spesso era l’ultimo a lasciare il campo, ma aveva difficoltà a svegliarsi presto.

Il tecnico scelse allora di spostare le sedute al pomeriggio. Riva ricordò quell’episodio per mostrare il clima di fiducia instaurato con l’allenatore.

Carlo Maria Ossola, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, ha spiegato che la popolarità di Riva non dipendeva soltanto dalla potenza del suo tiro. A renderlo un simbolo, secondo Ossola, fu soprattutto la sua fedeltà al Cagliari e alla Sardegna.


Le parole dopo la carriera

In un’intervista del 2005 Riva aveva descritto il suo rapporto con il calcio in questo modo: «Io avrei pagato per giocare al calcio, mentre ero pagato». Una frase che restituisce la distanza tra la sua esperienza e il calcio contemporaneo.

Al funerale, il figlio lo salutò definendolo “Hombre vertical fino alla fine”. Riva è morto a Cagliari il 22 gennaio 2024.

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