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Calcio 3 min di lettura1 ora fa

Totti spiega il rifiuto di Genoa e Como

Nel libro con Alessandro Alciato, l’ex capitano racconta il ritiro, il padel e le proposte di Genoa e Como.

Francesco Totti ha rinunciato a un possibile ritorno in Serie A a 48 anni perché non riusciva a vestire una maglia diversa da quella della Roma.

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Il ritorno rimasto in sospeso

Nel 2024 Genoa e Como avevano sondato la disponibilità dell’ex capitano giallorosso. Totti aveva iniziato ad allenarsi con serietà, tornando in palestra, affidandosi a un fisioterapista e modificando la propria alimentazione: aveva eliminato pane, dolci e altri alimenti abituali.

Il fisico aveva risposto meglio delle attese, nonostante qualche problema alla schiena e i normali acciacchi legati all’età. La scelta, però, non dipendeva soltanto dalla condizione atletica. «La testa diceva che avrei potuto accettare, il cuore no», racconta nel libro *Oltre. Uno si ritira e gli succede di tutto*, scritto con Alessandro Alciato.

Le due società aspettavano una risposta, ma l’idea di giocare contro la Roma con altri colori ha frenato il progetto. Totti ha ringraziato Genoa e Como per l’interesse, spiegando che per lui il legame con il club non aveva una scadenza: «Un tradimento sportivo non ha età, che siano 18 o 48 anni».


Dopo il calcio, il vuoto

Il volume ripercorre anche i mesi successivi all’ultima partita, giocata il 28 maggio 2017. Dopo il saluto all’Olimpico, Totti si è trovato senza allenamenti, gare e impegni quotidiani. Ha descritto risvegli pieni di stanchezza, la mancanza di motivazioni e sintomi che gli ricordavano la depressione.

Le giornate trascorrevano spesso sul divano, tra tennis, partite di basket americano e qualche gara della Roma. Guardare lo sport in televisione, però, non gli restituiva le sensazioni del campo. Aveva smesso anche di giocare a padel, nonostante avesse fatto costruire un campo nella propria abitazione e fosse solito sfidare Vincent Candela, Daniele De Rossi e Alessandro Florenzi.

La ripresa è arrivata proprio attraverso quel gioco. Dopo aver sentito una voce interiore invitarlo a reagire, Totti ha ripreso la racchetta, ritrovando una routine, gli amici e il piacere della competizione. Nel libro definisce il padel una salvezza e racconta che gli ha restituito una parte della propria dignità.

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Roma vista da vicino

Totti ha vissuto per tutta la vita nella capitale, ma sostiene di averne conosciuto soltanto alcuni angoli. La popolarità gli impedisce di muoversi con naturalezza: anche un caffè può trasformarsi in un incontro con molte persone. Il Colosseo, per esempio, lo ha visitato soltanto due volte, una delle quali per uno spot con Russell Crowe.

Il libro raccoglie anche episodi più leggeri. Un tifoso, incontrandolo al semaforo mentre era in scooter, si è commosso senza chiedere né foto né autografi. Gli ha raccontato di continuare ad andare allo stadio, ma di non riuscire più a seguire fino alla fine una partita della Roma dopo il ritiro del suo capitano.

Non mancano i romani che si rivolgono a lui con grande confidenza. A chi gli ha consigliato di ricorrere al botox, Totti ha risposto con una battuta colorita, spiegando che il rapporto con la città nasce anche dalla familiarità e dall’ironia.


La proposta di Mihajlovic

Un’altra possibilità era arrivata già nell’estate del 2017, poche settimane dopo l’addio al calcio. Sinisa Mihajlovic aveva provato a convincerlo a giocare nel Torino per una stagione, proponendogli un ruolo davanti alla difesa.

I due si conoscevano dai tempi della Roma, quando Totti era ancora giovanissimo. Mihajlovic lo aveva chiamato facendo leva sulla passione dei tifosi granata e sulla storia del club, ma l’operazione non si era concretizzata.

Totti ricorda anche un incontro successivo con Mihajlovic, avvenuto a Roma mentre l’allenatore affrontava la malattia. Avevano parlato di famiglia, figli e calcio. Prima di salutarsi, il tecnico era tornato sull’ipotesi Torino, immaginando il boato del pubblico alla lettura delle formazioni.

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