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Calcio 2 min di lettura22 min fa

Taylor, Agostinelli lo paragona a Milinkovic nella Lazio

L’ex allenatore biancoceleste elogia il centrocampista e valuta il possibile sorpasso di Diogo Leite su Provstgaard

Andrea Agostinelli ha accostato Taylor a Sergej Milinkovic-Savic, esaltandone la crescita con la Lazio in questo avvio di stagione. L’ex allenatore biancoceleste è intervenuto a Radiosei, dove ha parlato anche delle gerarchie in difesa e di Diogo Leite.

Secondo Agostinelli, il centrocampista oggi riesce a incidere in entrambe le fasi: protegge gli spazi e si inserisce dalle retrovie, diventando un’opzione offensiva aggiuntiva. «Taylor è un giocatore chiave per la Lazio perché si fa trovare al posto giusto in ogni momento della gara», ha dichiarato.

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La crescita di Taylor

L’ex tecnico ha osservato come il giocatore, in passato, risultasse meno appariscente e si limitasse soprattutto alle giocate essenziali. Ora, invece, la sua presenza è più evidente e le sue iniziative hanno un peso maggiore nell’economia delle partite.

Tra gli episodi citati c’è l’assist servito a Floriani nella gara di Reggio Emilia. Agostinelli lo ha definito un gesto di notevole difficoltà, mettendolo in relazione con un passaggio realizzato da Kevin De Bruyne in Champions League contro il Bodø/Glimt.


Il paragone con Milinkovic

Per Agostinelli, il rendimento attuale permetterebbe a Taylor di trovare spazio in molte squadre europee. Il confronto con Milinkovic-Savic riguarda soprattutto la caratura dei due centrocampisti, pur riconoscendo differenze marcate nella struttura fisica e nelle caratteristiche tecniche.

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L’ex laziale, passato al calcio saudita, è stato indicato come uno dei migliori giocatori transitati dalla Lazio. Il paragone, quindi, non cancella le diversità tra i due, ma mette in luce la considerazione raggiunta da Taylor.


Diogo Leite e Provstgaard

Agostinelli ha poi espresso la sensazione che Diogo Leite possa superare Provstgaard nelle gerarchie della retroguardia. Il danese viene descritto come un difensore più regolare nelle letture, mentre il portoghese agisce con maggiore aggressività e rapidità.

Resta però una riserva legata al modo di interpretare gli interventi. L’ex allenatore ha notato la sua esuberanza nell’anticipo e nella pressione a centrocampo, manifestando il dubbio che atteggiamenti simili possano diventare rischiosi o portare a falli quando il giocatore difende vicino all’area di rigore.

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