Spence conquista l’Inter: la fascia destra ha un padrone
Dopo i problemi fisici, l’inglese è stato il migliore contro il Feyenoord e punta all’eredità di Dumfries.
Djed Spence ha conquistato la fascia destra dell’Inter con una prestazione da migliore in campo contro il Feyenoord, secondo la Uefa. L’inglese, frenato dai problemi fisici nei primi mesi, ha finalmente trovato continuità e spazio.
Il laterale ex Tottenham ha raccontato dopo la vittoria di Rotterdam di sentirsi sempre più inserito nel gruppo: «Sono grato per questo successo e per i tre punti. Sono felice anche della mia prova. Mi sto adattando bene: la squadra e l’allenatore mi hanno accolto nel modo migliore e mi stanno aiutando molto».
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Il recupero dopo l’estate
Spence è stato ufficializzato il 15 agosto, ma il suo avvio di stagione è stato condizionato da una preparazione rallentata. Lo staff dell’Inter ha scelto un percorso graduale di riatletizzazione, procedendo con prudenza prima di consentirgli di lavorare a pieno regime.
Il ritardo nella preparazione ha complicato anche l’inserimento tattico. Chivu ha dovuto attendere prima di affidargli con continuità la corsia destra, che per diversi mesi è rimasta senza un titolare stabile ed è stata utilizzata come soluzione provvisoria.
La prima parte dell’annata ha così alimentato qualche dubbio sul rendimento dell’inglese. A Rotterdam, però, Spence ha mostrato le qualità che l’Inter si aspettava di vedere: corsa, dribbling e presenza costante sulla fascia, oltre all’assist realizzato in campo europeo.
Il paragone con Dumfries
Il confronto con Denzel Dumfries riguarda soprattutto il percorso compiuto all’Inter, non le caratteristiche tecniche. L’olandese ha costruito il proprio impatto sulla forza fisica e sulla capacità di inserirsi in area; Spence offre invece maggiore abilità nel saltare l’uomo e nella progressione palla al piede.
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Anche Dumfries aveva dovuto superare un periodo iniziale complicato dopo l’addio di Achraf Hakimi. Nelle prime dieci giornate della sua esperienza nerazzurra aveva accumulato una media di 27,3 minuti in campionato per partita, mentre Spence si è fermato a 11. Il primo ha avuto la prima da titolare alla quarta giornata, a metà settembre; il secondo ha dovuto aspettare la sesta.
La competizione europea ha rappresentato per entrambi il momento della crescita. Dumfries ha servito il suo primo assist internazionale contro lo Sheriff alla terza presenza europea con l’Inter; Spence ha raggiunto lo stesso traguardo contro il Feyenoord, sempre alla terza apparizione.
La fascia destra nerazzurra
Dumfries, parlando di quel periodo, ha spiegato di essere arrivato dopo una stagione eccezionale di Hakimi e con il peso dello scudetto appena conquistato dall’Inter. Ha ricordato di essere stato criticato, ma anche di aver avuto fin dall’inizio la convinzione di poter dimostrare il proprio valore.
Ora Spence prova a seguire un percorso simile. Non deve replicare il gioco dell’olandese, ma ritagliarsi un ruolo preciso nelle idee di Chivu e trasformare la prestazione di Rotterdam in continuità. L’Inter ha trovato una soluzione interna per una posizione rimasta scoperta e l’inglese vuole consolidare il posto conquistato.
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