Sivori e gli emigrati italiani, una rivincita a Basilea
A Basilea il 5-1 sul club svizzero ha dato agli emigrati italiani un inatteso momento di riscatto.
La Juventus ha conquistato la Coppa delle Alpi 1963 battendo 5-1 il Basilea, con Omar Sivori al centro della festa.
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Sivori voleva restare a Torino
L’argentino non aveva accolto con entusiasmo la convocazione per la trasferta svizzera. In vista dell’amichevole contro il Santos di Pelé, fissata pochi giorni dopo al Comunale, aveva anche lasciato intendere di avere un problema alla coscia.
Sivori considerava quella partita molto più importante e viveva con fastidio i paragoni con Pelé, che molti indicavano come il miglior calciatore del mondo. Quando il segretario gli ha comunicato che sarebbe partito per Basilea, la sua risposta è stata secca: «Chissenefrega della Coppa delle Alpi».
Il 5-1 che ha acceso Basilea
La gara ha però assunto un significato diverso dal semplice risultato di fine stagione. Sugli spalti, numerosi italiani emigrati hanno seguito la Juventus con bandiere e cori, trasformando ogni rete in un’occasione di orgoglio davanti al pubblico svizzero.
Il giornale arrivato dall’Italia ha raccontato l’entusiasmo per Sivori, applaudito anche dai sostenitori locali. Per gli operai italiani presenti a Basilea, impegnati nei cantieri e abituati a sentirsi cittadini di seconda classe, quel successo ha rappresentato una breve rivincita collettiva.
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Una Juventus senza Charles e Boniperti
La Coppa delle Alpi era un torneo organizzato a fine campionato dalle squadre svizzere e italiane. Il trofeo garantiva qualche entrata ai club, mentre i giocatori affrontavano l’appuntamento con motivazioni inferiori rispetto alla stagione appena conclusa.
La Juventus arrivava da un’annata segnata dal secondo posto in campionato e da alcune novità tecniche. L’allenatore brasiliano Amaral aveva introdotto la difesa a zona, una scelta poco comune in quegli anni dominati dall’Inter di Herrera e dal suo catenaccio.
La fine di un ciclo bianconero
Quella era la prima stagione senza John Charles e la seconda senza Giampiero Boniperti. Gli arrivi di Miranda, Del Sol e Salvadore avevano portato qualità, ma tra i tifosi si era diffusa la sensazione che il ciclo legato a Umberto Agnelli stesse perdendo slancio.
Agnelli aveva lasciato la presidenza della Juventus dopo l’ingresso ai vertici della Fiat. La gestione della società era passata a Vittore Catella, mentre il successo di Basilea ha offerto alla squadra e alla comunità italiana un momento di festa inatteso.
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