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Calcio 2 min di lettura4 ore fa

Rossi spinge Hojbjerg e difende De Zerbi alla Fiorentina

L’ex dirigente di Sassuolo e Marsiglia ha parlato anche del momento dei viola e del percorso di Fabio Grosso

Giovanni Rossi ha indicato Pierre-Emile Hojbjerg come un giocatore che vorrebbe sempre nella propria squadra e ha difeso Roberto De Zerbi, accostato alla Fiorentina.

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Il giudizio su Hojbjerg

Intervenuto a Radio FirenzeViola prima della gara tra Sassuolo e Fiorentina, l’ex dirigente ha descritto la situazione finanziaria dell’Olympique Marsiglia come complessa. Il club deve infatti rispettare i vincoli stabiliti dalla UEFA e dalla Ligue 1.

Rossi ha poi evidenziato la leadership del centrocampista danese: «Hojbjerg è un capitano, in ogni squadra in cui va è leader e proprio per questo con me uno come lui lo vorrei sempre». La scelta, ha aggiunto, spetterà a Paolo Vanoli insieme alla società.


De Zerbi resta una possibilità

Secondo Rossi, De Zerbi non viene ancora valutato per le sue reali qualità. L’allenatore, a suo giudizio, sa modificare le proprie idee in base alle caratteristiche degli elementi a disposizione e costruisce con loro un rapporto molto intenso.

Parlando dei contatti con la Fiorentina, Rossi ha ricordato il gradimento manifestato in passato da Fabio Paratici: «Quando devi pensare di cambiare allenatore uno come De Zerbi è un nome che c’è sempre nella lista dei papabili». A Tottenham, ha spiegato, il tecnico starebbe riuscendo a recuperare la squadra lavorando anche sull’aspetto mentale, in un ambiente già complicato per Antonio Conte e José Mourinho.


Due ambienti molto diversi

Rossi, che ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’Olympique Marsiglia dopo una lunga esperienza nel Sassuolo, ha messo a confronto le difficoltà delle due squadre. A suo parere, i periodi negativi nascono da ragioni differenti perché i contesti dei due club non sono paragonabili.

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Sassuolo presenta una struttura particolare: la formazione rappresenta la città emiliana, si allena e vive a Modena, gioca a Reggio Emilia ed è controllata da una multinazionale. Firenze, invece, identifica quasi interamente la propria squadra di calcio e richiede a chi la guida di sostenere il peso della maglia.


I segnali per la Fiorentina

Rossi ha comunque rilevato alcuni miglioramenti nel cammino della Fiorentina. A Sassuolo, secondo la sua lettura, occorre amministrare soprattutto le fasi di entusiasmo; a Firenze il compito più delicato riguarda invece la gestione dei momenti complicati.

Il dirigente ha quindi separato le due situazioni, evitando di ricondurle a una stessa origine. La sfida tra neroverdi e viola arriva così dopo valutazioni differenti sul percorso recente delle due società.


Il percorso di Grosso

Sul lavoro di Fabio Grosso, Rossi ha ammesso di non conoscere tutti gli elementi che hanno portato alle difficoltà dell’allenatore. Ha però ricordato di averlo avuto come calciatore e lo ha definito una persona intelligente, ancora impegnata nella costruzione della propria carriera.

A suo avviso, Grosso può puntare in futuro a una panchina di alto livello, ma il suo rendimento dovrà essere valutato anche in altri contesti e con maggiore distanza temporale. Rossi ha inoltre osservato che ogni società dovrebbe mettere a disposizione del tecnico giocatori adatti al sistema di gioco scelto.

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