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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Ritiro per l'Atalanta dopo il ko contro il Parma

Dopo lo 0-3 con il Parma, la squadra bergamasca entrerà in ritiro: società, tecnico e giocatori sotto esame.

L’Atalanta entrerà in ritiro dopo la pesante sconfitta per 0-3 contro il Parma. La decisione è arrivata nella notte del 2 novembre, al termine di una gara che ha aggravato la crisi della squadra bergamasca.

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Una squadra senza reazione

La scena dei giocatori davanti alla Curva Nord ha fotografato il momento delicato del gruppo. Dopo dieci giornate, l’Atalanta appare fragile sul piano mentale: al primo gol incassato le reazioni si spengono e la capacità di rialzarsi sembra essersi affievolita.

Il problema non riguarda soltanto il rendimento dei singoli. La squadra fatica a trovare una guida, mentre la ricerca di nuovi leader e riferimenti interni procede con difficoltà. I fischi rivolti a Ederson, capitano e protagonista di un’altra prestazione sottotono, hanno aggiunto tensione a una situazione già complicata.

Il ritiro servirà a ricompattare il gruppo e rappresenta una scelta che a Bergamo non veniva adottata da 13 anni. Cristiano Giuntoli, parlando ai giornalisti, ha richiamato la necessità di ritrovare umiltà, responsabilità e applicazione quotidiana.


Le responsabilità di Sarri

Maurizio Sarri deve fare i conti con le difficoltà legate al passaggio a un sistema di gioco diverso, dopo 10 anni caratterizzati da abitudini consolidate. I meccanismi non sono ancora rodati e la fase difensiva ha già concesso oltre 20 gol.

Anche in attacco il rendimento dipende soprattutto da pochi giocatori, senza che il reparto abbia ancora trovato un equilibrio collettivo. A questo si aggiungono 10 infortuni, collegati secondo il quadro tracciato dal club alla preparazione, ai rientri dal Mondiale e agli acquisti arrivati ad agosto.

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Sarri conserva alcune attenuanti, ma la squadra non sta mostrando sufficiente intensità. Per cambiare le gerarchie, il tecnico potrebbe affidarsi ai calciatori più pronti e motivati, chiedendo agli altri di adeguarsi alle sue richieste senza cali nell’impegno.


Il ruolo della proprietà

La famiglia Pagliuca-Percassi ha sostenuto il progetto con investimenti orientati al ritorno in Europa. La società aveva messo in conto un percorso non semplice e aveva scelto di mantenere pazienza, ma la classifica impone ora risposte concrete: l’Atalanta è a pochi punti dalla zona retrocessione.

Anche la proprietà deve quindi confrontarsi con le proprie scelte. Tra gli aspetti da valutare ci sono l’assenza di un difensore esperto, alcuni innesti arrivati soltanto ad agosto e le decisioni prese sulla rosa ereditata dalla stagione precedente.

Il club ha confermato Sarri nonostante il momento difficile. Un anno dopo lo 0-3 contro il Sassuolo che aveva portato all’esonero di Ivan Juric, il tecnico toscano ha due punti in meno rispetto al predecessore, ma la società ha scelto di proseguire con lui. Ora dovrà essere il campo a fornire le risposte attese.

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