Nuove accuse per Infantino sulla lavoratrice impiegata a Miami
Il Telegraph riferisce di pressioni per regolarizzare una lavoratrice nicaraguense impiegata nella casa di Miami
Gianni Infantino è al centro di nuove accuse legate alla posizione lavorativa di una collaboratrice domestica impiegata nella sua abitazione di Miami. Il presidente della Fifa, tuttavia, non ha al momento avversari nella corsa alla conferma: le candidature dovranno essere presentate entro il 18 novembre.
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La richiesta per il permesso di lavoro
Secondo quanto riportato dal Telegraph, Infantino avrebbe chiesto a Carlos Cordeiro di intervenire per aiutare la lavoratrice, originaria del Nicaragua, a ottenere l’autorizzazione necessaria per lavorare negli Stati Uniti. Cordeiro è un consulente del dirigente negli Usa ed è stato indicato dalla Fifa come una figura centrale nel gruppo della Casa Bianca incaricato di seguire i preparativi per i Mondiali.
La donna aveva lo status di rifugiata, ma non disponeva di un permesso di lavoro. Nel gennaio 2024 la Fifa si sarebbe rivolta a uno studio legale per affrontare la pratica, ottenendo in seguito un visto valido per due anni. La sua posizione è tornata incerta nell’estate del 2025, dopo la decisione dell’amministrazione Trump di cancellare il programma di ingresso per motivi umanitari destinato anche ai cittadini di Cuba, Nicaragua, Venezuela e Haiti.
La replica della federazione
Nonostante la scadenza del precedente titolo, la collaboratrice avrebbe continuato a lavorare per la famiglia Infantino. Il presidente della Fifa avrebbe quindi valutato altre possibilità e, nella metà del 2025, Cordeiro sarebbe stato coinvolto nella ricerca di una nuova soluzione.
Documenti consultati dal Telegraph indicano che la lavoratrice ha ottenuto un regolare permesso di lavoro, approvato nel gennaio 2026. La Fifa ha respinto “con fermezza qualsiasi insinuazione di irregolarità” sulla sua situazione lavorativa.
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Le altre accuse citate
Il nuovo caso si aggiunge a un precedente articolo pubblicato dal Telegraph ad agosto. In quella circostanza il giornale aveva riferito di un pagamento effettuato dalla Uefa a una donna indicata come presunta ex amante di Infantino, risalente al periodo in cui il dirigente era segretario generale dell’organizzazione europea.
La somma, definita a sei cifre, sarebbe stata versata dopo la conclusione della relazione. L’episodio riguarderebbe quindi una fase precedente all’arrivo di Infantino alla guida della Fifa e fa parte delle accuse mediatiche che lo hanno coinvolto negli ultimi mesi.
La corsa alla presidenza Fifa
Il termine per depositare le candidature è fissato al 18 novembre. Finora non sono emersi nomi di sfidanti per Infantino, mentre le contestazioni nei suoi confronti sono arrivate soprattutto dal fronte mediatico.
La situazione potrebbe cambiare soltanto con la presentazione ufficiale di una candidatura alternativa. Al momento, però, Infantino resta l’unico candidato indicato per la presidenza della Fifa.
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