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Calcio 2 min di lettura33 min fa

Milan-Inter, Rabiot tra le linee decide il derby

Il Milan sfrutta la pressione iniziale e mantiene il controllo anche dopo la reazione dell’Inter

Il Milan ha battuto l’Inter 3-1 al termine di un derby indirizzato già nella prima fase dalla pressione rossonera e dai movimenti di Adrien Rabiot tra le linee.

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Rabiot apre gli spazi

Il Milan ha adottato un 4-4-1-1 aggressivo, con Moreira e Pulisic larghi per allargare la difesa nerazzurra. Rabiot, impiegato alle spalle della punta in una posizione insolita, ha attaccato con continuità il corridoio tra centrocampo e retroguardia dell’Inter.

Luka Modrić ha dettato i tempi della circolazione, Musah ha assicurato equilibrio e Ramos ha cercato di allungare la squadra avversaria. Le verticalizzazioni rapide e il pressing nella metà campo dell’Inter hanno prodotto il doppio vantaggio firmato da Pulisic e Rabiot.


Inter distante tra i reparti

Il 3-5-1-1 scelto da Chivu non ha garantito inizialmente le distanze necessarie. Barella, Çalhanoğlu e Sučić hanno faticato a chiudere le linee di passaggio, mentre Diouf e Thuram sono rimasti troppo lontani dal resto della squadra. Anche il francese con il numero 17 ha incontrato difficoltà, schierato in una posizione non abituale.

Dopo i due gol subiti, l’Inter ha aumentato il possesso e ha spinto più avanti Spence, Carlos Augusto e Diouf. Bastoni e Akanji hanno partecipato con maggiore frequenza alla costruzione, Çalhanoğlu ha provato ad accelerare la manovra e Barella ha cercato di dare più ritmo sulle seconde palle.


Il Milan conserva il vantaggio

I nerazzurri hanno occupato stabilmente la metà campo rossonera, cercando soprattutto gli esterni. Il Milan, però, ha mantenuto una struttura compatta: Pavlović ha guidato la linea difensiva, De Winter ha curato le coperture preventive e Gila ha garantito equilibrio sul lato destro.

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Maignan ha contribuito a proteggere il risultato, mentre Modrić ha rallentato la circolazione quando necessario. Rabiot si è dimostrato utile nelle ripartenze e Moreira ha continuato a creare problemi nell’uno contro uno, costringendo la difesa dell’Inter a continui adattamenti.


Ripresa senza svolta nerazzurra

Nella seconda parte il Milan ha abbassato leggermente il blocco, proteggendo soprattutto la zona centrale e difendendo con ordine. Gli ingressi di Mkhitaryan e Zieliński avrebbero dovuto aumentare la qualità tra le linee e avvicinare Thuram alla manovra, ma l’Inter ha costruito azioni poco varie e con scarsa incisività.

Bisseck, Akanji e Bastoni hanno accompagnato meno spesso l’attacco. Sučić e Barella non hanno trovato la necessaria dinamica per mettere in difficoltà il centrocampo rossonero, mentre Bonny ed Esposito non hanno modificato l’andamento della partita.

Amorim ha risposto inserendo Jashari, Cissé e Bartesaghi, aumentando energie e presenza nelle zone centrali. Il 3-1 conclusivo ha confermato la superiorità tattica del Milan e la maggiore continuità della sua prestazione.

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