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Calcio 2 min di lettura57 min fa

Milan, Amorim ha ritoccato 58 volte l’undici

Nessuna formazione è stata confermata due volte di fila: la media è di 4,8 variazioni per gara

Ruben Amorim ha modificato 58 elementi nelle formazioni iniziali delle prime tredici partite stagionali del Milan. Il dato equivale a 4,8 cambi per gara e conferma una gestione lontana dall’idea di affidarsi sempre allo stesso gruppo di titolari.

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Le rotazioni partita dopo partita

Il tecnico portoghese non ha mai riproposto la medesima formazione in due incontri consecutivi. Dopo l’unica variazione minima, tra Torino e Venezia, con due novità, il numero degli avvicendamenti è cresciuto: quattro cambi tra Venezia e Juventus, cinque nel passaggio da Lazio a Benfica e sei tra Benfica e Lecce.

La rosa comprende 24 giocatori di movimento e il calendario ha spesso imposto tre appuntamenti nella stessa settimana. A queste esigenze si sono aggiunti gli infortuni, i cambi di modulo e la condizione fisica dei singoli, elementi che hanno reso difficile mantenere un undici stabile.


Il piano di Amorim

Le rotazioni non dipendono soltanto dalla necessità di distribuire le energie. Amorim vuole rendere l’intera rosa pronta a svolgere gli stessi compiti tattici, così da poter contare su più alternative per ogni posizione. «Voglio che l’idea di calcio sia collettiva, in modo da avere diversi interpreti per ogni ruolo», aveva spiegato il tecnico alcune settimane fa.

Secondo il portoghese, un giocatore entrato dalla panchina non dovrebbe alterare il modo di giocare della squadra. Per questo il lavoro comprende anche la ricerca della collocazione più adatta per ciascun elemento e l’adattamento a più sistemi di gioco.

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Il picco dopo la sosta

L’arrivo dell’Europa League ha aumentato il ricorso ai cambi. Dopo la lunga pausa tra settembre e ottobre, il Milan ha dovuto affrontare nove gare nell’arco di 29 giorni, spingendo Amorim ad ampliare ulteriormente le rotazioni.

La variazione più ampia si è registrata tra la partita con il Sassuolo e quella contro il Salisburgo, con otto giocatori diversi dall’inizio. In seguito sono arrivati sette cambi tra Salisburgo e Atalanta, sei tra Atalanta e Bournemouth, cinque tra Bournemouth e Udinese e altri sei nel passaggio da Bologna a Inter.

Gli avvicendamenti hanno coinvolto tutti i reparti e sono aumentati anche quando Amorim ha modificato l’assetto tattico. Il bilancio delle prime tredici gare restituisce così 58 cambi complessivi nella formazione di partenza, con spazio per l’intero gruppo a disposizione.

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