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Calcio 3 min di lettura16 ore fa

Amorim supera Chivu: il Milan domina l’Inter 3-1

Moreira, Rabiot e Maignan decidono il derby; nerazzurri poco incisivi e preoccupati per le scelte iniziali.

Il Milan ha battuto l’Inter 3-1 nel derby, imponendosi nei duelli individuali e nelle scelte dalla panchina. L’analisi di Sandro Sabatini indica nella prestazione rossonera una vittoria più ampia di quanto suggeriscano i dati sugli expected goals, favorevoli ai nerazzurri.

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Maignan decisivo per i rossoneri

Il portiere francese ha respinto i tentativi dell’Inter nei momenti in cui la squadra di Chivu provava a rientrare in partita. Martínez, invece, non ha offerto lo stesso rendimento: l’unico intervento rilevante è arrivato nel finale su Cissé, mentre sulla punizione di Moreira il suo posizionamento ha favorito il gol del 3-1.

Davanti a Maignan, Gila ha giocato con aggressività, De Winter ha mostrato sicurezza, Pavlović ha guidato la linea con personalità e Diawara ha mantenuto una calma inattesa. Il quartetto difensivo ha limitato Thuram, lasciato spesso senza rifornimenti.


Modrić e Rabiot guidano il Milan

La linea mediana a quattro ha dato equilibrio ai rossoneri. Moreira, ordinato per gran parte della gara, ha trovato il colpo più importante con la punizione realizzata nel finale del primo tempo. Musah ha lavorato al fianco di Modrić, lasciando al croato spazio per prevalere nel confronto con Çalhanoğlu.

Pulisic ha svolto un lavoro dispendioso sulla sinistra, aggiungendo qualche iniziativa offensiva. Rabiot è stato il riferimento tra centrocampo e attacco: ha segnato il raddoppio con una pregevole giravolta e ha confermato il suo peso nella manovra. Gonçalo Ramos ha giocato per i compagni, senza però trovare la conclusione vincente. Bartesaghi, Cissé e Jashari sono entrati soltanto dall’82’ e non possono essere valutati a fondo.


Inter, segnali preoccupanti

La formazione nerazzurra ha concesso diversi spunti alle critiche. Bisseck è apparso meno efficace del solito, Akanji ha alternato buone giocate a incertezze, mentre Bastoni è stato l’unico difensore capace di mantenere un rendimento elevato, anche grazie all’inserimento che aveva alimentato l’illusione della rimonta.

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Spence ha garantito una prova varia, ma Çalhanoğlu, Barella e Carlos Augusto sono rimasti sotto il livello mostrato in precedenza. Diouf e Sučić hanno messo impegno senza sufficiente lucidità, mentre Thuram ha pagato l’isolamento al centro dell’attacco.


Le scelte di Chivu

Bonny e Pio Esposito, entrambi reduci dalla febbre, sono stati inseriti soltanto nell’ultimo quarto d’ora. La decisione riflette la prudenza dell’allenatore, attento anche all’impegno di Champions League previsto martedì a Rotterdam, ma il loro ingresso è arrivato quando il risultato sembrava ormai deciso.

Per Sabatini, il successo di Amorim si aggiunge alla serie di derby vinti dal Milan sotto la guida di Fonseca, Conceição e Allegri. Chivu, invece, ha raccolto una prestazione peggiore rispetto alla precedente e anche rispetto al lavoro svolto da Simone Inzaghi sulla panchina interista.


Il peso del derby

San Siro ha celebrato ancora una volta il Milan, ma la partita non cancella i problemi emersi nell’Inter. La tradizione secondo cui il derby «fa storia a sé» non deve diventare un motivo per ignorare i segnali arrivati dalla gara.

Il confronto ha inoltre premiato Cardinale rispetto a Marotta sul piano della comunicazione della settimana: il proprietario americano si è concentrato sulla partita, mentre il presidente italiano ha rivolto maggiore attenzione alla politica. Per il Milan resta una vittoria netta, ottenuta anche contro le indicazioni degli expected goals.

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