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Calcio 3 min di lettura1 ora fa

Massimiliano Alvini guida il Frosinone al sesto posto

La neopromossa ha raccolto 20 punti in dieci partite dopo aver confermato gran parte della rosa promossa

Massimiliano Alvini ha portato il Frosinone al sesto posto in Serie A, con 20 punti conquistati nelle prime dieci giornate. Un risultato che arriva poco più di due mesi dopo il rischio concreto di separazione tra l’allenatore e il club ciociaro.

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Il lavoro quotidiano di Alvini

L’attaccante Daniel Birligea ha raccontato la durezza degli allenamenti diretti dal tecnico toscano, chiamato ora a fare ancora più affidamento su di lui dopo l’infortunio di Antonio Raimondo. «Ci ammazza ogni giorno sia a parole che con gli esercizi. In allenamento piangiamo, ma alla fine sorridiamo in partita», ha detto il giocatore parlando del metodo dell’allenatore.

Alvini, 56 anni, è arrivato ai vertici dopo 26 stagioni in panchina e sette promozioni. Ha iniziato in Promozione con Signa e Quarrata, quindi ha guidato il Tuttocuoio al doppio salto, prima di attraversare Serie D e Serie C. La prima esperienza in Serie B risale a sei anni fa; due stagioni più tardi è arrivata la Serie A con la Cremonese, chiusa senza vittorie in 18 partite. Dopo il ritorno tra i cadetti sono seguite le esperienze con Spezia e Cosenza, fino all’incarico a Frosinone.


Dal rischio esonero alla classifica

Il 16 agosto, dopo la partita di Coppa Italia contro la Juve Stabia, l’allenatore aveva manifestato pubblicamente le proprie perplessità sul mercato gestito dal fondo Clara Vista Investment Partners. «Sono giocatori che non ho scelto. Sono giocatori che sono arrivati, li devo allenare, li devo conoscere», aveva spiegato, chiarendo di essere stato coinvolto soltanto nelle conferme di alcuni elementi della stagione precedente.

Quelle parole avevano fatto pensare a un divorzio imminente, ma il rapporto con la società è cambiato insieme ai risultati. Il fondo ha consentito di trattenere Ghedjemis e di investire circa 25 milioni di euro per Bobcek, Schmid, Hasa, Terzic, Birligea, Tchato e Fayed, oltre a portare in rosa Grillitsch e Akpoguma.

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La rosa confermata dal tecnico

La posizione del Frosinone è legata anche alla scelta di Alvini di puntare sul gruppo della promozione. Il tecnico ha insistito per la permanenza di Calò e ha dato spazio a Palmisani, Oyono, Calvani, Raimondo, Monterisi, Cittadini, Bracaglia, Cichella, Fini, Kvernadze e Ghedjemis.

Molti di questi calciatori hanno accresciuto rapidamente la propria visibilità e il proprio valore. Secondo una valutazione riportata nel testo, Palmisani, Raimondo, Calvani, Kvernadze, Ghedjemis e Schmid potrebbero valere complessivamente almeno 150 milioni di euro, anche se non tutti appartengono al Frosinone. I giocatori resteranno comunque a disposizione fino al termine della stagione.


Il paragone con Sarri

Per percorso professionale e caratteristiche del lavoro, Alvini viene accostato a Maurizio Sarri. Entrambi hanno raggiunto tardi la massima serie dopo una lunga gavetta e hanno costruito la propria carriera attraverso idee di gioco precise e una forte attenzione alla preparazione.

Nel 2018, a Coverciano, Alvini ottenne il patentino Uefa Pro presentando una tesi dedicata proprio al Napoli di Sarri, intitolata “Dal modello di gioco alla preparazione della partita: affrontare il Napoli di Maurizio Sarri”. Oggi il tecnico del Frosinone raccoglie i risultati di un cammino iniziato 26 anni fa, mentre la società può contare sulla disponibilità economica garantita da Clara Vista e sulla valorizzazione della rosa.

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