Lorenzo Scarafoni, il bomber ascolano oltre le ironie
Dall’esordio in Serie A a 16 anni alle promozioni, una carriera segnata da gol, infortuni e riscatto
Lorenzo Scarafoni ha segnato 69 gol in Serie B e ha conquistato due promozioni in Serie A.
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Il cognome e il riscatto
A lungo il suo cognome ha alimentato battute e pregiudizi. Scarafoni ha raccontato di essersi abituato alle ironie, arrivando a dire: «Se non vi piace il mio cognome, chiamatemi semplicemente Lorenzo».
Cesare Maldini, che lo ha convocato nell’Under 21, lo ha difeso pubblicamente. Il commissario tecnico ha visto in lui un attaccante capace di rialzarsi dopo un grave infortunio e ha criticato la preferenza italiana per i centravanti stranieri. Sulla stessa linea si sono schierati anche Azeglio Vicini ed Enzo Bearzot, mentre Andrea Manzella ha sostenuto temporaneamente quella posizione nella FIGC.
L’apertura delle frontiere, dalla stagione 1988-1989, ha però consentito a ogni squadra di tesserare tre stranieri. In quel periodo Scarafoni ha continuato a imporsi con l’Ascoli, tanto da essere soprannominato dai tifosi «Lorenzo il Magnifico».
Le stagioni dopo l’infortunio
Il primo approccio con il calcio dei grandi è arrivato molto presto. Nato ad Ascoli Piceno il 4 dicembre 1965, è cresciuto in una famiglia legata sia allo sport sia allo studio: la madre insegnava alle elementari, il padre era docente di educazione fisica e il fratello giocava a pallavolo in Serie B.
A 16 anni Scarafoni è entrato nella Primavera dell’Ascoli. Il debutto ufficiale è arrivato al Torneo di Viareggio, il 13 febbraio 1982, contro una rappresentativa messicana. Pochi mesi più tardi, il 9 maggio, Carletto Mazzone lo ha mandato in campo all’Olimpico durante Roma-Ascoli: è così arrivato l’esordio in Serie A, a meno di 16 anni e mezzo.
La crescita si è interrotta in una partita del campionato Primavera contro il Pisa. Un contrasto gli ha provocato la frattura di tibia e perone, oltre a una lesione al menisco. Operazioni, riabilitazione e convalescenza gli hanno sottratto più di un anno di attività.
I gol con l’Ascoli
La risposta è arrivata nella stagione 1986-1987. Nel finale di Brescia-Ascoli, una sua girata di destro ha consegnato ai marchigiani una vittoria decisiva per allontanare il rischio retrocessione. Scarafoni ha festeggiato con una capriola, lasciandosi alle spalle anche l’ipotesi di un prestito al Francavilla in Serie C.
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Dopo quella rete ha scelto di restare ad Ascoli nonostante l’interesse della Fiorentina. Nel campionato successivo ha conquistato la maglia numero 11 e ha chiuso il torneo con 7 gol, gli stessi realizzati da Ian Rush con la Juventus e più di diversi attaccanti stranieri arrivati in Italia. In Coppa Italia ha aggiunto una rete nei quarti contro la Sampdoria, portando a 8 il bottino stagionale complessivo.
Gigi Castagner lo ha aiutato a correggere alcuni difetti e a trovare una posizione più efficace negli ultimi metri. Il tecnico lo ha descritto come un giocatore completo, in grado di partecipare alla fase difensiva, servire i compagni e mantenere un ritmo elevato.
Dall’Under 21 alla Serie B
Le prestazioni hanno attirato anche l’attenzione dell’Inter, che nell’ottobre 1987 lo ha valutato come possibile erede di Alessandro Altobelli. Il cartellino era stimato 2 miliardi di lire, con un ingaggio ipotizzato di 200 milioni. Poco dopo Scarafoni ha segnato proprio contro i nerazzurri, contribuendo alla salvezza dell’Ascoli.
In quella stagione è stato indicato come il miglior attaccante italiano della sua generazione per numero di reti, davanti anche a Ruggiero Rizzitelli, poi trasferito alla Roma per 9 miliardi. Con l’Under 21, inoltre, ha formato una coppia offensiva di rilievo proprio con Rizzitelli.
La Serie A, tuttavia, lo ha visto protagonista soltanto per un’altra stagione dopo quella con l’Ascoli: nel 1989-1990 ha giocato con il Bari. Il resto del percorso si è sviluppato in Serie B, dove ha raggiunto 69 reti, ottenuto due promozioni nella massima serie e sfiorato una terza attraverso uno spareggio.
Nel suo bilancio figurano anche 8 gol in Coppa Italia e una doppietta in trasferta contro il Radnički in Mitropa Cup.
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