Meteo su Roma.

Calcio 2 min di lettura47 min fa

Lens, contro il Como una città vive per il club

Dalle miniere al Louvre-Lens, il Racing resta il simbolo condiviso di una città legata ai suoi colori

Il Lens si prepara ad affrontare il Como portando con sé il legame profondo con la città e con il territorio. A Lens il calcio non è soltanto una passione sportiva, ma una parte dell’identità collettiva.

Offerta del giorno4 novembre

Douglas

-30% su ordini da 129€ da Douglas

Scade tra 7 giorni
********


Un legame oltre il risultato

Il Racing Club de Lens è oggi guidato da Joseph Oughourlian, che ha riportato la società in Ligue 1 dopo una lunga fase di difficoltà. La squadra ha poi chiuso al secondo posto l’ultimo campionato, confermando il ritorno del club ai vertici del calcio francese.

La fine dell’attività mineraria non ha spezzato il rapporto con i Sangue e Oro. Al posto delle miniere sono rimaste le colline nere, create dagli scarti del carbone, mentre il Louvre-Lens rappresenta la trasformazione culturale della città.


Una squadra ereditata in famiglia

Per gli abitanti di Lens, scegliere il club da sostenere è quasi impensabile. Il Racing viene seguito come un’eredità familiare e cittadina: nascere qui significa, per molti, crescere con i colori rosso e giallo oro.

Questa appartenenza affonda le radici nel passato minerario. Nel 1929 Félix Bollaert, dirigente della Compagnie des mines de Lens, decise di finanziare il club per offrire ai minatori un’alternativa al gioco d’azzardo e all’alcol.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Lo stadio nato dalle miniere

Nel 1933 i lavoratori della compagnia contribuirono alla costruzione dell’impianto, inizialmente chiamato Stade des Mines. La struttura aveva una forma ovale e una tribuna principale da 12.000 posti, ma Bollaert la considerava insufficiente per una squadra destinata a rappresentare l’intera Alta Francia.

Lo stadio venne quindi ampliato fino agli attuali 38.000 posti, una capienza superiore di 6.000 unità rispetto alla popolazione di Lens. Bollaert morì tre anni dopo l’apertura e non vide la conclusione dei lavori; in seguito l’impianto fu intitolato a lui.


Il salvataggio di Delelis

Al nome di Félix Bollaert si aggiunse quello di André Delelis, sindaco di Lens dal 1966 al 1998. Dopo la chiusura delle miniere e il fallimento del club, Delelis acquistò lo stadio per un franco, sottraendolo ai rischi della speculazione edilizia.

La permanenza dell’impianto nelle mani della società accompagnò il momento più importante della storia del Lens. Nel 1998 arrivò il titolo francese, proprio nell’anno dell’ultimo mandato di Delelis alla guida del Comune.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere