Juric, un anno dopo resta il bilancio del suo ciclo
L’Atalanta ha chiuso l’esperienza con due vittorie, sette pareggi e due sconfitte prima del cambio in panchina.
L’Atalanta ha interrotto a novembre 2025 l’esperienza con Ivan Juric, dopo un avvio chiuso con due vittorie, sette pareggi e due sconfitte. A distanza di un anno, il tecnico croato torna al centro dell’attenzione per la gara di Monza, in una fase delicata anche per la posizione di Maurizio Sarri.
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Una scelta dopo Gasperini
La società aveva affidato a Juric il compito di raccogliere l’eredità di Gian Piero Gasperini, dopo la separazione dall’allenatore di Grugliasco nell’estate 2025. La dirigenza aveva valutato anche Thiago Motta e Palladino, profili considerati compatibili con l’identità costruita negli anni precedenti.
La decisione finale è arrivata dal direttore sportivo Tony D’Amico, che ha indicato Juric nonostante l’orientamento iniziale sembrasse favorevole a Palladino. A pesare è stata soprattutto l’esperienza maturata dal croato a Verona, mentre le difficoltà vissute tra Southampton e Roma avevano alimentato diversi dubbi sulla sua candidatura.
Un mercato segnato dal caso Lookman
Juric ha avuto ampio margine nelle scelte di mercato, ma la preparazione della stagione è stata complicata dal caso Lookman. L’allenatore ha perso quello che era considerato il giocatore più forte della rosa, oltre a dover fare i conti con la cessione di Retegui e con la relativa plusvalenza.
La squadra è stata comunque costruita con l’obiettivo minimo di raggiungere la Conference League. Tra gli aspetti positivi sono emersi anche il lancio di due giovani, Bernasconi e Ahanor, che hanno trovato spazio nel corso della gestione.
Buon avvio, pochi gol segnati
Sul piano tattico, Juric ha cercato di conservare alcuni principi dell’Atalanta di Gasperini. Il 3-4-2-1 ha garantito maggiore equilibrio alla difesa, ma la squadra non ha espresso con continuità la stessa spinta offensiva e la stessa intensità della precedente gestione.
L’inizio è stato comunque incoraggiante. L’Atalanta ha battuto Torino e Lecce, ha messo in difficoltà la Juventus e ha dominato Como e Lazio senza riuscire a trasformare il controllo in vittorie. In Champions League ha perso contro il Paris Saint-Germain, ma ha superato il Brugge, pareggiato con lo Slavia Praga e vinto a Marsiglia.
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I pareggi hanno cambiato il clima
Il limite più evidente è stato il rapporto tra occasioni create e gol realizzati. La squadra ha concesso meno rispetto al passato, ma ha lasciato per strada molti punti contro avversari considerati alla portata, soprattutto a causa dei pareggi.
Il malumore è cresciuto anche nello spogliatoio. Il pareggio contro il Milan ha alimentato discussioni per alcuni cambi ritenuti troppo prudenti, mentre la trasferta di Marsiglia ha lasciato prima l’illusione del gol di Samardzic e poi le difficoltà che hanno accompagnato la fase conclusiva del percorso.
La fine dopo il ko col Sassuolo
La sconfitta interna per 0-3 contro il Sassuolo ha chiuso la parentesi bergamasca di Juric. Il bilancio complessivo è rimasto fermo a due successi, sette pareggi e due sconfitte, numeri che hanno portato la società a cambiare guida tecnica prima della sosta per le Nazionali.
Il rendimento non è stato l’unico elemento ad aver pesato. Durante quei mesi si sono susseguiti episodi sfortunati, dagli errori di Maldini contro il Pisa e di Krstovic contro la Juventus fino al salvataggio sulla linea sul tiro di Sulemana contro il Como e al palo colpito da Zappacosta contro la Lazio.
Un’eredità rimasta troppo pesante
Considerare Juric il peggior allenatore della storia dell’Atalanta sarebbe una conclusione priva di basi sufficienti. Tuttavia, il tecnico non è riuscito a raggiungere il livello richiesto dalla pesante eredità ricevuta e alcuni episodi hanno aggravato una situazione già complessa.
Tra questi ci sono anche l’occasione di Lookman respinta sulla linea contro il Sassuolo, il caso legato all’attaccante nigeriano e i numerosi infortuni. Gli episodi non hanno cambiato il risultato finale: a novembre 2025 il breve ciclo di Juric a Bergamo si è concluso.
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