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Il procuratore Chiné verifica gli insulti a Ferrieri Caputi

Il Giudice Sportivo ha affidato gli accertamenti a Giuseppe Chiné dopo le offese ascoltate durante Como-Venezia

La Procura federale ha aperto un’inchiesta sugli insulti sessisti rivolti a Maria Sole Ferrieri Caputi durante Como-Venezia. Le frasi provenienti dagli spalti sono risultate udibili anche attraverso la diretta televisiva.

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Le offese durante la partita

Tra gli episodi segnalati figurano espressioni come «Vai a fare la pasta al sugo o a passare l’aspirapolvere» e «Arbitrare non è per te». Gli insulti sono stati indirizzati alla direttrice di gara nel corso dell’incontro.

L’episodio si è verificato dopo una decisione sul campo: Ferrieri Caputi aveva assegnato un calcio di rigore al Venezia, provvedimento successivamente corretto grazie all’intervento del VAR. Il contenuto delle frasi, tuttavia, ha portato l’attenzione anche sul comportamento del pubblico nei confronti dell’arbitra.


Gli accertamenti della Procura

Il Giudice Sportivo ha chiesto ulteriori verifiche all’ufficio guidato da Giuseppe Chiné. Gli ispettori presenti allo stadio, infatti, non avrebbero percepito direttamente le offese e per questo non è stato possibile definire subito l’accaduto sulla base delle loro osservazioni.

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L’indagine acquisirà le immagini e le registrazioni audio della gara. Potrebbero inoltre essere ascoltate persone che hanno assistito ai fatti, con l’obiettivo di risalire agli autori delle frasi e ricostruire con precisione quanto avvenuto.


Possibili provvedimenti disciplinari

Gli accertamenti serviranno anche a stabilire se esistano responsabilità individuali e se possano emergere conseguenze per il club. Al momento, il procedimento dovrà chiarire sia l’identità dei responsabili sia la portata disciplinare degli episodi.

La Procura federale valuterà il materiale raccolto prima di assumere eventuali iniziative. La decisione del Giudice Sportivo di delegare le verifiche a Giuseppe Chiné è arrivata proprio perché le offese, pur chiaramente percepibili nelle immagini e nell’audio televisivo, non erano state ascoltate direttamente dagli ispettori allo stadio.

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