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Calcio 2 min di lettura28 min fa

Il portiere Owono riceve il primo rosso dopo 4.000 minuti

Dall’infanzia in Guinea Equatoriale alla Liga: dopo la morte di Jesús de Miguel, il giocatore si è isolato.

Jesús Lázaro Owono Ngua, conosciuto come Chus, è al centro dell’inchiesta sulla morte di Jesús de Miguel dopo lo scontro avvenuto in campo il 2 novembre. Il portiere del FC Andorra non era mai stato espulso nei suoi oltre 4.000 minuti da professionista.

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Dalla Guinea Equatoriale ai Paesi Baschi

Owono è nato a Bata, in Guinea Equatoriale, il 1° marzo 2001. A otto anni si è trasferito in Spagna con la famiglia, che cercava condizioni di vita migliori, e a San Sebastián ha frequentato la scuola Ibai Ikastola imparando anche l’euskera.

L’ingresso nel calcio è arrivato quasi per caso. In assenza del portiere della squadra scolastica, Owono si è sistemato tra i pali e da quel momento ha iniziato un percorso passato dall’Antiguoko e dalla Real Sociedad, dove è rimasto per quattro anni. Nel 2016 è approdato all’Alavés, con cui ha esordito in Liga nel 2022 collezionando 20 presenze in prima squadra.


La responsabilità verso i familiari

Il calcio, per Owono, è stato legato fin dall’inizio anche al sostegno dei suoi cari. È il maggiore di cinque fratelli e nel 2024 aveva raccontato di voler arrivare a una condizione economica che consentisse ai genitori di smettere di lavorare e alla famiglia di vivere riunita.

Dal 2019 fa parte del gruppo della Nazionale della Guinea Equatoriale. Nel 2025 è passato in prestito al FC Andorra, che lo ha poi acquistato definitivamente nell’estate successiva. A 25 anni sembrava vicino a una fase decisiva della carriera, prima degli avvenimenti di Tenerife.

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Lo scontro e le conseguenze

Durante Tenerife-FC Andorra, il 2 novembre, Owono ha avuto un contatto con Jesús de Miguel. L’attaccante è morto il giorno successivo. Per il portiere è arrivato il primo cartellino rosso della carriera professionistica, in una partita che ha preceduto un periodo di forte pressione personale.

L’indagine della magistratura rappresenta un passaggio previsto dalla procedura e non implica una responsabilità penale. Il procuratore di Tenerife ha ritenuto poco probabile l’avvio di un processo, considerando il contatto parte di una normale azione di gioco; sul piano sportivo, invece, Owono rischia una squalifica fino a 12 giornate.


Il silenzio dopo la morte di de Miguel

La vicenda ha colpito entrambe le famiglie coinvolte. Dopo la morte di de Miguel, Owono ha disattivato i suoi profili sui social network e si è ritirato dal contatto pubblico per due giorni.

Il portiere aveva descritto il proprio obiettivo personale con una parola: «salvare» la famiglia. Ora deve affrontare le conseguenze sportive e giudiziarie di uno scontro che ha segnato la sua vita e quella dei familiari dell’attaccante.

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