Il Cosenza riparte dagli uomini: parla il ds Lucioni
Il direttore sportivo rossoblù racconta la ricostruzione della squadra e le difficoltà affrontate lontano dal pubblico di casa
Il Cosenza ha avviato una ricostruzione tecnica ed economica dopo la retrocessione dalla Serie B. Fabio Lucioni, direttore sportivo del club, ha spiegato le scelte compiute e il legame creato all’interno del gruppo.
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La fiducia nel nuovo gruppo
Intervenuto a TenTv durante la trasmissione ‘A Lupo a Lupo’, Lucioni ha rivendicato il lavoro svolto negli ultimi mesi. Il dirigente ha detto di essere orgoglioso dei giocatori, descrivendoli come un insieme di uomini capaci di restare uniti anche nei momenti più complicati.
«Ho costruito una squadra di uomini», ha dichiarato Lucioni. Per il direttore sportivo, gli abbracci dopo i gol e le celebrazioni condivise rappresentano il primo obiettivo raggiunto: creare una formazione coesa, pronta a sostenersi sul campo.
Il dirigente ha aggiunto che il rendimento potrà crescere con l’impegno quotidiano. A suo giudizio, il lavoro già mostrato dalla squadra può portare altre soddisfazioni nel corso della stagione.
La ricostruzione dopo la retrocessione
Nella stagione precedente il Cosenza disponeva di una rosa proveniente dalla Serie B, con elementi di esperienza e qualità superiore rispetto alle esigenze della Serie C. Quei calciatori avevano cercato di riportare subito il club nella categoria perduta, senza riuscirci.
Durante l’estate la società ha dovuto ridurre l’impegno economico. Lucioni ha collegato questa scelta agli investimenti sostenuti per anni e alla necessità di aprire una fase di rifondazione, considerata anche come un’occasione per rinnovare le energie dell’ambiente.
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Il direttore sportivo ha raccontato di aver accettato l’incarico senza esitazioni, pur conoscendo le difficoltà che accompagnavano il Cosenza da tempo. A convincerlo, ha spiegato, sono stati il peso della piazza e il rapporto speciale tra la città e il calcio.
Il ritorno allo stadio Marulla
L’avvio del campionato a Crotone ha costretto il Cosenza a disputare le partite interne a porte chiuse. Secondo Lucioni, la situazione ha prodotto costi elevati e ha richiesto un notevole dispendio di energie, oltre a privare la squadra del sostegno diretto dei propri tifosi.
Il dirigente ha sottolineato la differenza che può fare giocare a Cosenza, davanti al pubblico di casa. Il ritorno allo stadio Marulla, ha spiegato, rafforza il senso di appartenenza e restituisce valore al rapporto tra la squadra e il territorio.
Lucioni ha riferito di percepire in città il malcontento dei sostenitori, ma anche la persistente vicinanza alla formazione. Per questo considera il legame tra il club e l’ambiente locale un patrimonio da tutelare con responsabilità, dentro e fuori dall’Italia.
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