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Calcio 2 min di lettura38 min fa

Frosinone, Pescara e Bari: Vivarini spiega gli errori

L’ex allenatore del Catanzaro ha analizzato le ultime esperienze e le offerte ricevute dalla Serie B e dall’estero

Vincenzo Vivarini ha raccontato le difficoltà incontrate nelle ultime esperienze sulle panchine di Frosinone, Pescara e Bari. L’allenatore, oggi senza squadra, ha parlato dei tre percorsi in un’intervista a Pianetaserieb.it.

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Le difficoltà incontrate a Bari

Secondo Vivarini, a Bari la situazione trovata al suo arrivo era molto diversa da quella immaginata dopo lo studio della rosa. Il tecnico ha riferito di aver trovato un gruppo estremamente difficile da gestire, con alcuni calciatori poco disponibili a scendere in campo.

L’ex allenatore ha ammesso di non essere riuscito a leggere subito il disagio dei giocatori né a trasmettere loro la fiducia necessaria. Ha descritto l’ambiente come segnato da una forte sfiducia e ha ricordato le grandi aspettative della piazza, convinta di dover puntare alla Serie A. «Bari è stata un’altra scelta di cuore», ha spiegato Vivarini parlando della sua ultima esperienza.


Il bilancio tra Frosinone e Pescara

A Frosinone il tecnico ha attribuito parte dei problemi alla costruzione tardiva della squadra. Durante il ritiro, diversi elementi erano concentrati sulle possibili cessioni e molti lasciarono il club nelle ultime fasi del mercato. I nuovi arrivi, invece, si unirono al gruppo senza una condizione fisica adeguata o senza caratteristiche adatte alle sue idee.

Quella situazione, a suo giudizio, impedì di definire rapidamente un’identità tattica. Vivarini ha riconosciuto le proprie responsabilità, pur ricordando positivamente il presidente Maurizio Stirpe, che ha indicato come il migliore avuto nella sua carriera.

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Il ritorno a Pescara è stato invece legato soprattutto alle motivazioni personali. Il tecnico ha detto di aver accettato per riconoscenza verso la città e di considerare quella decisione un errore dettato dai sentimenti. Gli infortuni numerosi e gli interventi limitati sul mercato avrebbero reso più difficile il cammino verso la salvezza, che secondo lui sarebbe stata possibile con una rosa più tutelata e qualche rinforzo aggiuntivo.

Vivarini ha comunque promosso il rendimento di Di Nardo, già allenato a Latina. Lo ha definito un attaccante di alto livello, ancora migliorabile, ricordando il lavoro svolto sui movimenti e sulla capacità di liberarsi dalla marcatura.


Le prossime panchine

Dopo le ultime esperienze, Vivarini ha scelto di non accettare immediatamente una nuova proposta. Continua a seguire con attenzione il calcio inglese e quello spagnolo, mantenendosi aggiornato sui metodi e sulle squadre dei due campionati.

Al tecnico sono arrivate richieste dalla Serie B e contatti dall’estero, in particolare dalla Polonia e dalla Spagna. Per il ritorno in panchina, però, preferisce attendere una società pronta a sostenerne il lavoro e a concedergli fiducia. «Ho preferito aspettare un progetto giusto», ha dichiarato nell’intervista.

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