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Calcio 2 min di lettura57 min fa

Fiorentina, Chiarugi e Merlo ricordano l’alluvione del 1966

I due ex viola ripercorrono i soccorsi allo stadio e la vittoria conquistata a Foggia dopo la tragedia

L’alluvione del 1966 mise in ginocchio Firenze e coinvolse direttamente anche la Fiorentina. I calciatori viola parteciparono ai soccorsi, mentre la squadra cercò di regalare un momento di sollievo alla città con una vittoria a Foggia.

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La partita dopo la tragedia

Dopo il rinvio di una giornata di campionato, la Fiorentina scese in campo a Foggia. La formazione viola vinse 2-1 e Luciano Chiarugi segnò il primo gol, ma scelse di festeggiare con grande moderazione per rispetto della situazione vissuta dai fiorentini.

Quella partita, secondo il ricordo dell’attaccante, rappresentò una piccola parentesi positiva in mezzo a una devastazione enorme. Il successo fu interpretato dai giocatori come un modo per offrire un po’ di conforto a chi aveva perso la casa, il lavoro o i propri beni.


Gli aiuti allo stadio

Mentre l’Arno aveva invaso la città dopo la rottura degli argini, lo stadio si trasformò in un punto di assistenza. Vi arrivavano elicotteri con persone tratte in salvo dall’acqua e venivano raccolti viveri e materiali destinati alla popolazione.

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Chiarugi ricorda di avere contribuito a scaricare il pane e a distribuire coperte. I calciatori indossarono anche gli stivali e si misero a rimuovere il fango con le pale, intervenendo nelle aree più colpite. «Non potevamo far altro che aiutare la gente in difficoltà», ha spiegato l’ex giocatore viola.


Il ricordo di Claudio Merlo

Anche Claudio Merlo, centrocampista della Fiorentina di quella stagione, partecipò alla mobilitazione e visse da vicino le conseguenze dell’esondazione. La città aveva subito danni alle abitazioni, alle attività commerciali e ai musei, mentre molte famiglie si erano ritrovate senza nulla.

Merlo ha definito quei giorni dolorosi e ha ricordato di non avere mai assistito a una tragedia simile. Nel suo racconto trova spazio anche la risposta arrivata da tutta Italia: numerose persone si mossero per sostenere Firenze e contribuire alla sua ripresa. «Fu un dolore vedere tutta quell’acqua, è stato bruttissimo», ha detto il centrocampista.

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