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FIGC, Malagò istituisce la commissione per le candidature

L’organo controllerà i nomi per presidente e consiglio prima del voto federale del 14 dicembre

Giovanni Malagò ha istituito la Commissione incaricata di esaminare le candidature alle prossime elezioni della FIGC. Il voto per la presidenza federale è fissato al 14 dicembre.

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Il confronto per la presidenza

La corsa appare destinata a concentrarsi su Malagò e Adriano Galliani. L’attuale commissario della Federcalcio ha già raccolto il sostegno della Serie A attraverso 11 firme sottoscritte da altrettanti club, ma la sua candidatura non è ancora stata ufficializzata.

L’esito resta comunque aperto. Le componenti federali risultano divise al loro interno e alcune hanno indicato il proprio appoggio a uno dei due candidati sulla base del criterio della maggioranza. In Assemblea, però, ogni delegato voterà singolarmente e a scrutinio segreto: un meccanismo che non consente di definire in anticipo i rapporti di forza.


Controlli prima della pubblicazione

Il termine per depositare le candidature scadrà il 4 novembre. La nuova commissione dovrà verificare che le domande per la presidenza e per il ruolo di consigliere federale rispettino i requisiti previsti dallo Statuto, prima della pubblicazione dei nominativi sul sito della Federazione.

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A coordinare i lavori sarà il generale di brigata Vincenzo Parrinello. L’organismo comprenderà anche Antonio Di Sebastiano e Ilaria Gioia. Il provvedimento di nomina porta inoltre la firma del segretario generale Marco Brunelli.


Le contestazioni della tornata precedente

La scelta arriva dopo le tensioni che avevano segnato le elezioni del 22 giugno. In quella occasione furono ammesse le candidature di Malagò e Giancarlo Abete, mentre Renato Miele venne escluso per l’assenza dell’accredito richiesto.

Miele aveva messo in discussione la procedura. Le contestazioni legate anche al mancato tesseramento di Malagò portarono successivamente al commissariamento della Federcalcio da parte del CONI. Rispetto a giugno, quando il vantaggio di Malagò su Abete era apparso netto anche alla luce del risultato, il prossimo voto presenta quindi margini di maggiore incertezza.

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