FIGC, Malagò e Galliani si contendono la presidenza
Il voto del 14 dicembre assegnerà la guida federale dopo una campagna affidata ai consensi dei singoli delegati
Giovanni Malagò e Adriano Galliani correranno per la presidenza della FIGC. Le elezioni sono fissate per il 14 dicembre e il risultato resta incerto.
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Il peso dei delegati
La distribuzione delle quote non coincide automaticamente con il sostegno ai candidati. Ogni club o delegato esprime infatti il proprio voto, senza che una firma a supporto della candidatura obblighi poi a confermare quella scelta in assemblea.
La Serie A dispone del 18%, con 20 delegati e un valore individuale di 4,644 per un totale di 92,88. La Serie B pesa per il 6% attraverso 20 delegati, ciascuno dei quali vale 1,548, per una somma complessiva di 30,96. La Lega Pro conta 56 delegati, con il 12% e un valore complessivo di 61,902; la Lega Nazionale Dilettanti ha 99 delegati, il 34% e 175,428 come totale.
Calciatori e allenatori rappresentano rispettivamente il 20% e il 10%. La prima componente conta 52 delegati, con 1,984 punti ciascuno e 103,168 complessivi; la seconda ne ha 26, per un totale di 51,584.
Il nodo della Lega Dilettanti
Il blocco della Lega Nazionale Dilettanti può incidere più di ogni altro sulla contesa. Il presidente Giancarlo Abete non si ripresenterà, ma la sua eventuale indicazione, anche soltanto parziale, verso Galliani potrebbe spostare in modo decisivo l’assemblea.
Abete non dovrebbe invitare all’astensione: ha sempre contestato il commissariamento e teme che la FIGC possa essere nuovamente affidata a un commissario. Con Malagò, inoltre, il rapporto è segnato da una rivalità di lunga data nella politica sportiva.
È possibile che Serie B, Lega Pro e dilettanti si presentino su una posizione comune. I presidenti Mauro Bedin, Matteo Marani e Abete stanno lavorando in questa direzione. Rimane invece aperta la frattura tra la Lega Dilettanti e le componenti di calciatori e allenatori, nata dopo l’intesa della primavera che aveva portato queste ultime a sostenere Malagò insieme alla Serie A.
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Le basi dei due candidati
Galliani dovrebbe depositare oggi la propria candidatura, già sostenuta da Assocalciatori e Assoallenatori. Le due componenti valgono complessivamente il 30% e hanno dato il via libera necessario per poter entrare nella corsa federale.
Sul fronte dei club, l’ex amministratore delegato del Milan può contare con certezza su Atalanta, Como e Inter. Lazio e Milan sono considerate probabili sostenitrici, mentre Juventus, Cagliari, Sassuolo e Venezia non hanno ancora definito la propria posizione. La sua base viene stimata tra il 34% e il 37%.
Malagò ha invece formalizzato ieri la candidatura presentando le firme di 11 società di Serie A: Bologna, Fiorentina, Frosinone, Genoa, Lecce, Monza, Napoli, Parma, Roma, Torino e Udinese. Il gruppo potrebbe allargarsi a 14 o 15 club, anche se il sostegno sulla carta non garantisce quello in cabina elettorale. La quota iniziale del commissario straordinario viene valutata attorno al 10%.
La Lega Serie B aveva scelto Malagò a giugno, mentre la Lega Pro aveva mantenuto libertà di voto. È probabile che quest’ultima confermi formalmente la propria equidistanza.
Con componenti e delegati non necessariamente compatti, la raccolta dei consensi potrebbe avvenire società per società. Galliani partirebbe da una posizione più avanzata e avrebbe bisogno di aggiungere circa il 15% per arrivare al successo; Malagò dovrebbe invece conquistare una quota stimata tra il 35% e il 40%.
A favore dell’ex dirigente del Milan ci sono anche i rapporti costruiti in decenni di attività nel calcio e il sostegno di Beppe Marotta. Malagò può rispondere con la capacità di convincere già mostrata nel percorso che lo ha portato al commissariamento della FIGC e con la considerazione di cui gode in Italia e all’estero.
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