Le tre leghe valgono il 52% dei voti della Figc
Serie B, Lega Pro e Dilettanti cercano una linea comune, ma i delegati potrebbero votare senza vincoli
Il vertice tra Serie B, Lega Pro e Dilettanti si terrà oggi pomeriggio in vista delle elezioni Figc del 14 dicembre. Le tre componenti raccolgono complessivamente il 52% dei voti e possono orientare l’esito della consultazione.
Tiqets
-6% sui musei da Tiqets
Le alleanze restano incerte
L’incontro servirà a definire una posizione comune, ma il fronte non appare compatto. I rapporti trasversali costruiti da Giovanni Malagò e Adriano Galliani potrebbero infatti spingere diversi delegati a scegliere autonomamente, anche in caso di indicazioni ufficiali diverse.
In Lega Pro e tra i Dilettanti, alcuni rappresentanti avrebbero già manifestato l’intenzione di confermare il voto espresso in precedenza. La stessa divisione attraversa anche il mondo dei calciatori e degli allenatori, nonostante la vicinanza tra Umberto Calcagno e Renzo Ulivieri.
Abete prende tempo
Gabriele Gravina potrebbe attendere la presentazione dei programmi prima di decidere quale candidato sostenere. Il suo pacchetto elettorale vale circa un terzo dei consensi, anche se la presenza di dissidenti interni potrebbe ridurne il peso.
La distanza tra Gravina e l’Associazione Italiana Calciatori si è ampliata negli ultimi mesi, dopo le accuse reciproche legate a fughe in avanti e presunti tradimenti. Per questo, un ritorno a un’intesa tra Gravina e Calcagno sarebbe oggi tutt’altro che scontato.
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La situazione in Serie A
Cagliari, Sassuolo e Venezia hanno scelto ieri di non schierarsi apertamente per Malagò. La decisione ha lasciato Inter e Atalanta come uniche società di Serie A considerate già vicine a Galliani.
La Lazio non ha ancora definito la propria posizione. Juventus e Como hanno invece dichiarato di voler sostenere Malagò, mentre il Milan resta orientato in modo variabile. Il commissario dovrebbe annunciare oggi la candidatura con 11 o 12 firme, dando poi avvio alla campagna elettorale tra i delegati.
Malagò arriva all’appuntamento dopo il successo ottenuto quattro mesi fa, quando raccolse il 68,58% dei consensi. Ora dovrà allargare il sostegno oltre la Serie A, mentre gli altri candidati puntano proprio sul peso delle leghe minori per modificare gli equilibri.
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