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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Fabregas e il ds Ludi: il Como guarda oltre il 9-1

Dopo il successo sul Lens, il club punta su talenti, stadio, infrastrutture e settore giovanile

Il Como ha travolto 9-1 il Lens in Champions League, ma la società considera il risultato una tappa del proprio percorso. Il progetto sportivo e gestionale guarda già ai prossimi anni.

Cesc Fabregas ha chiesto intanto di voltare pagina e concentrarsi sul prossimo impegno contro l’Inter, campione d’Italia in carica. «È giusto goderci questo momento perché il gruppo se lo merita, ma il calcio viaggia a velocità altissima», ha detto l’allenatore spagnolo, spiegando che la gara richiederà energie fisiche e mentali nonostante il poco tempo per prepararla.

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La selezione dei giocatori

Il direttore sportivo Carlalberto Ludi ha indicato nella costruzione interna della selezione dei calciatori uno dei motivi della crescita del Como. Il metodo combina analisi numeriche, valutazioni tecniche e indicazioni dell’allenatore, con l’obiettivo di individuare profili adatti all’identità della squadra.

«La risposta dovrebbe partire dal processo di recruitment che abbiamo costruito internamente, che va dall’algoritmo alla nostra sensibilità tecnica, fino al feedback di Fabregas», ha spiegato Ludi nelle dichiarazioni rilasciate venerdì. Tra gli esempi citati c’è Anastasios Douvikas, acquistato dal Celta Vigo per 13 milioni e autore finora di 11 reti stagionali.


Crescita senza inseguire lo scudetto

L’entusiasmo generato dal successo europeo non ha modificato le priorità del club. Ludi ha escluso una corsa immediata allo scudetto e ha indicato come obiettivo la capacità di restare competitivi ogni tre giorni, consolidando una squadra ancora all’inizio del proprio cammino.

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Fabregas ha sottolineato che il gruppo deve misurarsi con avversari di alto livello e mantenere continuità. Dopo il Lens, il tecnico ha quindi spostato l’attenzione sulla trasferta contro l’Inter, definita un appuntamento molto impegnativo.


Stadio e settore giovanile

Il piano del Como non riguarda soltanto la formazione principale. Le prossime risorse saranno indirizzate anche verso lo stadio, le strutture societarie e il vivaio, senza sacrificare la qualità dell’organico a disposizione di Fabregas.

La crescita di Matteo Papaccioli rappresenta l’esempio del percorso giovanile lariano. Il calciatore, entrato negli allenamenti della prima squadra a 16 anni, ha superato un’assenza di nove mesi per la rottura del crociato e ha segnato il suo primo gol in Champions League proprio contro il Lens.

Fabregas ha raccontato la reazione del gruppo alla rete del 9-1, spiegando che tutti i compagni hanno raggiunto Papaccioli per festeggiarlo. Per l’allenatore, quel momento ha restituito il senso del lavoro compiuto dal giovane dopo il lungo infortunio.

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