Di Bari debutta alla Salernitana, i playoff sono sotto esame
Il tecnico ha firmato fino al 30 giugno 2027, ma la promozione diretta resta l’asticella indicata per i granata.
Vito Di Bari ha iniziato sul campo la sua esperienza alla guida della Salernitana. Il nuovo allenatore è stato scelto il 30 ottobre e ha sottoscritto un accordo valido fino al 30 giugno 2027, con possibilità di prolungamento legata al raggiungimento di determinate condizioni.
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Una squadra ancora da valutare
Il primo interrogativo riguarda il valore reale della rosa e la possibilità di chiudere il campionato tra le prime cinque. I risultati raccolti finora e il rendimento della squadra non offrono risposte definitive: l’organico non appare privo di qualità, ma presenta problemi che rendono difficile fissare un traguardo preciso.
A complicare il lavoro dell’allenatore c’è anche il rapporto ormai deteriorato tra la tifoseria e il presidente Danilo Iervolino. Operare con una pressione ambientale costante rende più difficile ricompattare il gruppo e trasformare le potenzialità della rosa in risultati.
La qualificazione ai playoff, considerando la classifica attuale, potrebbe quindi essere sufficiente per raddrizzare una stagione cominciata male. Tuttavia, rispetto alle ambizioni espresse negli anni precedenti, gli spareggi non possono essere considerati il limite più basso delle aspettative: il traguardo indicato come minimo dovrebbe essere la promozione diretta in Serie B, oggi ritenuta molto difficile.
I vantaggi della scelta Di Bari
Il nome inizialmente valutato dalla società era quello di Domenico Toscano, ma l’accordo proposto non è stato accettato. Di Bari è diventato così la prima scelta tra gli allenatori con una posizione contrattuale più semplice da risolvere.
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Per il tecnico, la panchina di Salerno rappresenta un’opportunità decisiva per affermarsi. La sua motivazione può diventare un elemento utile nella gestione di una squadra chiamata a reagire: l’allenatore avrà l’occasione di mettere alla prova le proprie idee e di valorizzare al massimo il gruppo.
Se riuscisse a cambiare il rendimento dei campani, Di Bari compierebbe un passo rilevante nella propria carriera. Un eventuale fallimento, invece, non ricadrebbe interamente sulle sue responsabilità, perché le difficoltà della Salernitana erano già emerse prima del suo arrivo.
I dubbi sull’esperienza
L’aspetto più delicato resta la scarsa esperienza del tecnico in una piazza sottoposta a pressioni elevate. Di Bari non si è ancora confrontato con una situazione paragonabile per tensione e aspettative, soprattutto in una stagione già segnata da risultati poco convincenti.
Questo non significa che non possa gestire il peso dell’incarico. La scelta comporta però un margine di rischio: la società ha affidato la squadra a un allenatore ambizioso, ma ancora chiamato a dimostrare di saper guidare un gruppo dentro una fase particolarmente complessa.
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