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Calcio 2 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Cannavaro, l’obiettivo resta la panchina della Nazionale italiana

Il tecnico dell’Uzbekistan ha parlato del futuro, dell’esperienza all’Udinese e delle differenze tra club e rappresentative

Aggiornamento delle 19:23

Fabio Cannavaro ha precisato di avere un contratto con l’Uzbekistan in scadenza a ottobre e di dover discutere con la federazione il futuro. La Coppa d’Asia è stata rinviata a dicembre 2027.

Fabio Cannavaro vuole allenare la Nazionale italiana. Il commissario tecnico dell’Uzbekistan ha ribadito l’ambizione durante un’intervista a Sky Calcio Unplugged.

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Il lavoro in Uzbekistan

Cannavaro sta guidando l’Uzbekistan verso la partecipazione al Mondiale 2026, un traguardo storico per la selezione asiatica. Il tecnico ha spiegato che il Paese sta destinando molte risorse ai settori giovanili e ha raccontato di aver fatto debuttare, nell’ultimo raduno, un calciatore di 17 anni.

Il suo futuro sulla panchina uzbeka non è ancora definito, anche dopo un incontro con il presidente della federazione. L’esperienza gli sta piacendo, ma l’ex difensore ha ammesso di sentire il desiderio di tornare ad allenare con continuità.


Il sogno della Nazionale

L’ex capitano dell’Italia campione del mondo nel 2006 considera la panchina azzurra il principale obiettivo della sua carriera tecnica. «Il mio obiettivo e il mio sogno è allenare in Italia e allenare la Nazionale», ha detto Cannavaro, spiegando di voler lavorare per raggiungere traguardi importanti e non di voler semplicemente cambiare Paese.

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Tra le tappe del suo percorso c’è stata anche l’Udinese, guidata per cinque partite con la salvezza conquistata. Il club friulano non lo ha confermato e Cannavaro ha riferito di non aver ricevuto una motivazione per quella decisione, pur definendo positiva l’esperienza vissuta nella società.


Club e selezioni nazionali

L’allenatore ha ricordato anche il periodo all’Al-Nassr, inserendolo insieme alle altre esperienze internazionali nel percorso che gli ha permesso di crescere sul piano personale e professionale. Ha inoltre chiarito che non cambierebbe le scelte compiute finora.

Secondo Cannavaro, il lavoro quotidiano in un club offre il contatto costante con i giocatori, dagli allenamenti alla preparazione delle partite. Il ruolo di commissario tecnico è invece concentrato in periodi brevi: «Hai dieci giorni in cui non puoi sbagliare, devi trovare una soluzione», ha spiegato, paragonando questo incarico a un caffè napoletano, corto ma intenso.

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