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Calcio 2 min di letturaAggiornato 1 ora fa

Camarda incontra gli studenti di Milano e gioca con loro

Il centravanti del Milan ha parlato di sport, regole e difficoltà, poi ha arbitrato un torneo tre contro tre

Aggiornamento delle 18:47

L’iniziativa rientra nel percorso nazionale di Sport e Salute e Adidas contro l’abbandono precoce dello sport tra i giovani. L’obiettivo è sensibilizzare ragazze e ragazzi sull’attività fisica e favorire la continuità della pratica nel tempo.

Francesco Camarda ha incontrato gli studenti dell’istituto Paolo e Larissa Pini di Milano e ha giocato con loro. Il centravanti del Milan, 18 anni, ha partecipato a un pomeriggio dedicato all’attività motoria e ai valori dello sport.

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Il messaggio ai ragazzi

Durante l’incontro, organizzato con i tutor di Sport e Salute, Camarda ha invitato gli alunni a vivere lo sport come occasione di crescita, senza collegarlo necessariamente al sogno di diventare professionisti. Ha parlato delle difficoltà, del rapporto con gli allenatori e con i compagni, oltre che delle regole da rispettare all’interno di una squadra.

«Quando giochi a calcio, impari che non devi fare tutto da solo: hai dei compagni, qualcuno che ti aiuta e qualcuno che conta su di te», ha spiegato ai ragazzi. Il calciatore ha aggiunto che non serve essere il più bravo per sentirsi parte del gruppo e ha ricordato il valore di provare, divertirsi e migliorare anche dopo un errore.


Domande e torneo in palestra

A fare da filo conduttore è stato un confronto diretto con gli studenti. Camarda ha chiesto loro perché praticassero sport, che cosa ricevessero dall’attività fisica e se fosse mai capitato di voler smettere, domandando anche che cosa li avesse spinti a continuare.

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Il programma Scuola Attiva, promosso da Sport e Salute, punta ad avvicinare i più giovani alla pratica sportiva. Dopo le domande e le risposte, Camarda ha firmato autografi, posato per alcune fotografie e partecipato a un torneo tre contro tre, assumendo per l’occasione il ruolo di arbitro. Ha dato il via alle partite lanciando la palla verso l’alto, come accade nel basket, e ha poi incoraggiato i partecipanti.

«Non abbiate paura di provare e non pensate che lo sport sia soltanto per chi vuole diventare un professionista. È un’esperienza che può dare tanto a tutti», ha concluso Camarda.

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