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Calcio 2 min di lettura2 ore fa

Calcio italiano, la proprietà opaca moltiplica i rischi penali

La ricerca ha esaminato 265 squadre tra Serie A e D, collegando trasparenza societaria, sanzioni e procedimenti giudiziari.

Le società calcistiche italiane con assetti proprietari poco trasparenti risultano più esposte a sanzioni sportive e procedimenti penali. È quanto emerge da uno studio condotto su 265 club professionistici e dilettantistici.

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I rischi per i club

Tra le società con proprietà opache, le penalizzazioni sportive hanno raggiunto il 29,4%, contro il 9,7% rilevato nei club con strutture societarie trasparenti. Il divario riguarda anche le esclusioni dai campionati: 29,4% nei primi casi, 12,1% negli altri.

La differenza più marcata riguarda le vicende giudiziarie. Accuse o indagini penali hanno coinvolto i vertici del 52,9% delle società con assetti poco chiari, mentre la stessa situazione si è verificata nel 5,6% dei club trasparenti.

Michele Riccardi, professore di criminologia dell’Università Cattolica e direttore di Transcrime, ha precisato che «una proprietà opaca non costituisce di per sé un illecito». Secondo il ricercatore, tuttavia, la ricerca indica «una relazione stretta tra opacità, illeciti amministrativi e rischi criminali».


L’analisi sulle proprietà

Il lavoro, firmato da Riccardi e Francesco Addesa, docente della Leeds Beckett University, è stato pubblicato sul Journal of Economic Criminology. Gli autori hanno esaminato la composizione proprietaria delle società di Serie A, B, C e D, osservando gli sviluppi nei tre anni successivi alla stagione 2022-23.

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L’indagine ha preso in considerazione penalizzazioni, estromissioni dai tornei e procedimenti giudiziari. Riccardi ha osservato che le difficoltà economiche possono attirare capitali schermati, mentre l’arrivo di fondi dalla provenienza non identificabile può alimentare irregolarità e instabilità finanziaria.


Le strutture societarie individuate

Per la stagione 2025-26 sono stati individuati 27 soggetti al vertice di catene proprietarie che non consentono di risalire alle persone fisiche titolari degli interessi economici finali. Le strutture analizzate attraversano 62 giurisdizioni, 26 delle quali figurano tra le 30 considerate più riservate sul piano finanziario dal Tax Justice Network.

Venti di quei soggetti controllano direttamente o indirettamente società calcistiche italiane. Il fenomeno non riguarda soltanto le categorie maggiori e presenta una presenza significativa di investitori statunitensi.

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