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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Calcio femminile olimpico, dal 2032 spazio all’Under 23

Los Angeles 2028 dovrebbe mantenere le nazionali maggiori, mentre Brisbane potrebbe inaugurare il nuovo formato

Dal torneo olimpico di Brisbane 2032, il calcio femminile potrebbe passare dalle nazionali maggiori alle selezioni Under 23. Los Angeles 2028 dovrebbe quindi rappresentare l’ultima edizione con le prime squadre.

La proposta punta a valorizzare le giovani calciatrici e a ridurre la pressione su un calendario internazionale sempre più fitto. Il cambiamento non è ancora ufficiale, ma la Fifa starebbe valutando di sottoporlo al Comitato Olimpico Internazionale.

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Più spazio alle giovani

Il nuovo formato permetterebbe all’Under 23 di disputare un torneo di rilievo dopo anni trascorsi soprattutto in amichevole. La selezione potrebbe così diventare un passaggio più strutturato tra le formazioni Under 21 e la nazionale maggiore, invece di limitarsi a fornire alternative alla prima squadra.

La riforma avrebbe però un effetto diretto sulle giocatrici più affermate. Le atlete di vertice perderebbero infatti la possibilità di conquistare una medaglia olimpica, una vetrina che il calcio femminile utilizza dal 1996, anno del suo ingresso nel programma dei Giochi.


Il calendario verso il 2032

Per Los Angeles non ci sarebbero più i tempi tecnici per intervenire. In Europa, la prossima Nations League dovrebbe infatti assegnare anche i posti per il torneo olimpico: le prime quattro nazionali del continente otterrebbero la qualificazione diretta.

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Brisbane, sede dell’edizione del 2032, è quindi l’appuntamento indicato per un’eventuale modifica. Secondo quanto riportato da The Guardian, la Fifa vorrebbe chiedere al Comitato Olimpico Internazionale di escludere le nazionali maggiori, considerate ormai protagoniste di un torneo simile a un piccolo Mondiale.


I motivi della proposta

A favore dell’Under 23 c’è anche la necessità di alleggerire l’attività delle nazionali maggiori. Il calendario si è ampliato con nuove competizioni e con l’introduzione della Coppa del Mondo per Club, prevista proprio negli anni olimpici, oltre all’espansione di tornei già esistenti.

La sostituzione ridurrebbe però la visibilità internazionale dell’intero movimento. Le protagoniste più conosciute non parteciperebbero all’appuntamento olimpico e il titolo resterebbe riservato a una selezione giovanile, con vantaggi soprattutto per le calciatrici che oggi trovano meno spazio a livello internazionale.

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