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Bianchini: «Zaccagni non dovrebbe avere un infortunio grave»

Il professore ha valutato anche il problema di Cataldi e gli stop muscolari registrati da Lazio, Atalanta e Napoli

Mattia Zaccagni non dovrebbe aver riportato un infortunio grave dopo il colpo ricevuto. Il professor Riccardo Bianchini ha parlato delle condizioni dell’attaccante della Lazio e di altri problemi fisici emersi nella squadra biancoceleste.

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Le condizioni di Zaccagni e Cataldi

Intervenuto a Radiosei, Bianchini ha spiegato che Zaccagni avrebbe subito quella che ha definito «la classica vecchietta». Secondo il professore, il fatto che il giocatore abbia incassato la botta con il muscolo rilassato ridurrebbe il rischio di un problema serio.

Più cauta, invece, la valutazione su Danilo Cataldi. Il colpo rimediato dal centrocampista lo preoccupa maggiormente, anche se dal testo non emergono ulteriori indicazioni su esami, tempi di recupero o disponibilità per la prossima partita.


Gli infortuni nelle squadre

Nel corso dell’intervento è stato affrontato anche il numero elevato di stop muscolari registrati in diverse formazioni. Bianchini ha citato l’Atalanta, che secondo lui presenta analogie con la Lazio della scorsa stagione, e ha allargato il confronto al Napoli, alle prese con numerosi infortunati nonostante il cambio di allenatore.

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Il professore ha invitato a non ricondurre automaticamente questi problemi alla sola gestione degli allenamenti. A suo giudizio, ogni caso va valutato considerando più elementi. Tra le ipotesi già emerse per la Lazio c’è stata anche quella relativa alla durezza del terreno di gioco a Formello.


Riposo e carichi di lavoro

Bianchini ha poi richiamato il concetto di “allenamento invisibile”, espressione utilizzata spesso da Gennaro Gattuso. Il riferimento riguarda soprattutto il recupero tra una seduta e l’altra e l’organizzazione delle pause durante il lavoro quotidiano.

La gestione dei carichi, secondo il professore, dovrebbe consentire ai calciatori di assorbire meglio lo sforzo. Per questo, oltre all’attività sul campo, diventano rilevanti la distribuzione dell’intensità e i tempi di riposo tra gli allenamenti.

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