Aquilani chiede al Sassuolo una reazione agli errori
Il tecnico dopo il 2-4 con la Fiorentina: quarta sconfitta consecutiva e quattro reti incassate al Mapei Stadium
Nelle ultime quattro partite il Sassuolo ha incassato 16 gol, un dato che Alberto Aquilani ha definito impietoso e indicativo di un problema importante. L’allenatore ha riconosciuto che la squadra sta facendo male e deve affrontare la situazione senza nascondersi dietro i numeri.
Il Sassuolo ha perso 4-2 contro la Fiorentina al Mapei Stadium, incassando la quarta sconfitta consecutiva in Serie A. Alberto Aquilani ha attribuito il ko alla fragilità della squadra dopo gli errori e alle difficoltà nel restare dentro la partita.
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La fragilità dopo il pareggio
Il tecnico neroverde ha respinto l’idea di un primo tempo dominato dal Sassuolo, pur riconoscendo che la squadra aveva adottato un atteggiamento più prudente. I padroni di casa erano passati in vantaggio e avevano mantenuto ordine nella fase difensiva, ma il gol della Fiorentina arrivato prima dell’intervallo ha cambiato l’inerzia dell’incontro.
«Sembrava che fosse cascato il mondo», ha detto Aquilani parlando della reazione al pareggio. Secondo l’allenatore, il problema non riguarda soltanto il singolo errore: la squadra perde sicurezza, concede altre occasioni e finisce per subire reti con troppa facilità.
La risposta agli sbagli
Aquilani ha spiegato che gli errori fanno parte del calcio, ma non possono condizionare le azioni successive. Il Sassuolo, invece, tende a diventare vulnerabile appena la gara prende una direzione diversa da quella prevista, senza riuscire a ritrovare concentrazione e continuità.
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«L’errore è ammesso nel calcio, ma se manca la reazione all’errore stesso diventa un problema enorme», ha affermato l’allenatore. Il tecnico ha aggiunto di aspettarsi maggiormente da se stesso e dai propri giocatori, pur riconoscendo l’impegno mostrato dal gruppo e rifiutando di puntare il dito contro i singoli.
Difesa più bassa, ma quattro gol
Contro la Fiorentina il Sassuolo ha provato ad abbassare il baricentro per proteggere una linea difensiva apparsa in difficoltà. Aquilani ha ricordato che la squadra, negli ultimi anni, era abituata a difendersi più vicino alla propria porta e a cercare il contropiede, ma ha chiarito di non considerare questo il modo di giocare in cui si riconosce.
La gara ha mostrato i limiti di quella scelta: nonostante una posizione più arretrata, i neroverdi hanno subito quattro reti. Per Aquilani, quindi, non è il modulo a risolvere il problema: anche con cinque difensori si possono concedere gol se mancano attenzione e risposta immediata dopo ogni errore. In Serie A, ha concluso, anche una sola disattenzione può essere punita.
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