Anguissa voleva restare in campo contro la Juventus
Il centrocampista del Napoli non avrebbe gradito il cambio deciso nel finale della gara persa 2-0 a Torino
Frank Anguissa non voleva uscire durante la partita persa 2-0 dal Napoli contro la Juventus.
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Il segnale del centrocampista
Secondo la Gazzetta dello Sport, il centrocampista camerunese avrebbe reagito male alla sostituzione. Anguissa avrebbe preferito rimanere sul terreno di gioco per aiutare la squadra e mostrare il proprio coinvolgimento in una fase difficile.
Il suo atteggiamento è stato letto come una prova di responsabilità e attaccamento al Napoli. La Gazzetta ha sintetizzato così il significato del gesto: “C’è bisogno di gesti così per ripartire: attaccamento alla maglia e responsabilità”.
Un riferimento ritrovato
Dopo alcuni mesi complicati, Anguissa è tornato a essere considerato un punto di riferimento del gruppo. Il suo rientro ha dato maggiore equilibrio al centrocampo e, nella gara precedente contro la Roma, aveva anche segnato il primo gol con una rovesciata.
A Torino è stato indicato tra i pochi giocatori del Napoli capaci di offrire una prestazione positiva. Anche una valutazione del Napolista lo aveva definito, almeno fino alla rete dell’1-0 di Alajbegovic, “per certi versi il migliore del Napule”.
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Il cambio nel momento più difficile
La sostituzione è maturata in una fase caotica dell’incontro. In panchina sedeva Landucci, chiamato a guidare la squadra al posto dello squalificato Allegri, e il cambio con Giovane era pronto quando Olivera ha accusato un problema muscolare.
Poco dopo, l’espulsione di Marianucci ha lasciato il Napoli in dieci uomini. Con la gara ormai compromessa, la panchina ha preferito non esporre Anguissa a ulteriori rischi, ma il centrocampista avrebbe voluto continuare a giocare.
Il Napoli cerca una reazione
La Gazzetta ha collegato quella reazione alla necessità per il Napoli di ritrovare compattezza dopo la sconfitta di Torino. Il pensiero di Anguissa, secondo il quotidiano, è rivolto soprattutto al rilancio della squadra, nonostante anche il suo contratto sia in scadenza come quello di Meret.
Il messaggio affidato al centrocampista è quindi quello di concentrarsi sul campo e di ricostruire l’unità del gruppo. Il suo rifiuto di lasciare il gioco è stato interpretato come un esempio dello spirito richiesto per uscire dal momento negativo.
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