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Calcio 2 min di lettura22 min fa

Allegri non basta: il Napoli ha speso 190 milioni

La rosa azzurra ha perso qualità, mentre gli infortuni hanno ridotto ulteriormente le alternative disponibili

Il Napoli ha investito quasi 190 milioni nella scorsa stagione, ma oggi dispone di una rosa più debole e falcidiata dagli infortuni.

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Il costo di un esonero

Cambiare allenatore avrebbe un prezzo limitato rispetto alle risorse già impiegate sul mercato. Per interrompere il rapporto con Allegri sarebbe sufficiente garantirgli lo stipendio, mentre la soluzione ai problemi della squadra richiederebbe nuovi investimenti.

Il tecnico può aver sbagliato scelte iniziali, cambi o singole partite. Tuttavia, osservando gli uomini a disposizione, appare difficile pensare che un altro allenatore possa restituire al gruppo il talento perduto. La questione riguarda anche la società e le decisioni di De Laurentiis, chiamato a valutare se e quanto spendere ancora.


Una rosa impoverita

Nella gara con la Juventus, Allegri ha dovuto affidarsi a Politano accanto a Lucca e Lang. Il primo rimane un professionista affidabile, ma ha accumulato anni e minuti; Lucca, acquistato per 35 milioni, ha comunque offerto una prestazione positiva. Lang, costato 25 milioni, ha invece confermato di incidere poco.

Il confronto con il passato rende più evidente il ridimensionamento. In precedenza il Napoli poteva contare su Osimhen, Kvaratskhelia e Lozano, poi su Lukaku, Neres e ancora Kvaratskhelia. Non è dunque cambiata soltanto la guida tecnica: in alcuni ruoli, soprattutto in attacco, sono arrivati calciatori di livello inferiore.


Gli infortuni hanno ridotto le scelte

La situazione è peggiorata con una lunga serie di assenze. Buongiorno è fuori da luglio; in seguito si sono fermati Neres, Giovane, Anguissa, Lobotka, McTominay, Meret, Milinkovic, Spinazzola, Alisson Santos, Vergara e Rrahmani. Favasuli e Badiashile hanno avuto a loro volta problemi fisici.

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Contro la Juventus mancavano anche Olivera, Di Lorenzo, ormai molto utilizzato, e De Bruyne. L’assenza prolungata di questi giocatori ha tolto al Napoli anche quelle poche individualità capaci di coprire le lacune collettive. Lang, per esempio, trova spazio soprattutto perché molte alternative sono indisponibili.


Il mercato non ha dato qualità

Gli acquisti della precedente gestione Conte avrebbero dovuto aggiungere titolari e nuovi riferimenti offensivi. Lucca, Lang, Beukema, Marianucci, Milinkovic-Savic, Giovane e Alisson Santos hanno invece formato un gruppo che, salvo eccezioni, non ha garantito lo stesso rendimento dei predecessori. Anche Elmas e Gutiérrez hanno lasciato il club.

L’estate successiva ha portato Favasuli e Badiashile, entrambi poi fermati dagli infortuni. Il secondo avrebbe dovuto sostituire Buongiorno, ma la scelta è apparsa rischiosa considerando i suoi precedenti fisici. In queste condizioni, modificare l’altezza della linea difensiva non può creare automaticamente maggiore qualità tecnica.

Il problema, quindi, non coincide soltanto con il modo in cui Allegri organizza la squadra. Un esonero può cambiare alcune scelte, ma nessun tecnico potrà trasformare Lang in Kvaratskhelia né ricostruire con gli allenamenti ciò che il Napoli ha perso sul mercato negli ultimi due anni.

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