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Calcio 2 min di lettura1 ora fa

Allegri e i crolli del Napoli: panchina senza alternative

Quattordici dei 24 gol incassati sono arrivati dopo il 60’, tra rimonte e cambi quasi impossibili

Il Napoli ha incassato 14 dei 24 gol stagionali dal 61° minuto in poi. Le rimonte subite si sommano alle difficoltà di Massimiliano Allegri, che spesso si ritrova senza alternative in panchina.

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I numeri delle rimonte

A Milano il Napoli ha sprecato un vantaggio di 2-0, perdendo 3-2. Contro la Fiorentina è passato avanti prima di farsi riprendere, mentre a Villarreal ha segnato dopo otto minuti e poi ha concesso tre reti. Anche con il Como, dopo aver trovato il pareggio, ha incassato subito il nuovo vantaggio avversario.

La partita contro la Roma ha avuto un andamento ancora più beffardo: il Napoli è andato sul 2-0, è stato raggiunto, ha segnato di nuovo e ha subito un altro pareggio. A Oporto, infine, sull’1-1 raggiunto al 70’ sono arrivati tre gol, un’espulsione e un rigore. La squadra, di fatto, riesce a giocare soltanto una parte dei novanta minuti.


Una panchina quasi vuota

Il problema non è nato con l’assenza dei ricambi. Il Napoli aveva già mostrato amnesie difensive, errori individuali e una certa tendenza a complicare le partite anche quando Allegri disponeva di più giocatori. Gli infortuni, però, hanno reso molto più difficile intervenire quando la squadra perde energie e si allunga.

A Oporto l’allenatore aveva a disposizione sette riserve: due portieri, due calciatori della Primavera e soltanto tre elementi di movimento della prima squadra, tutti offensivi. In queste condizioni, gli avversari possono inserire uomini freschi mentre il Napoli è costretto a proteggere una formazione stanca senza poter modificare davvero l’assetto.

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Le colpe di Allegri

Allegri non è esente da responsabilità. Le sue letture possono essere contestate, alcune scelte non hanno prodotto gli effetti sperati e i due gol subiti su calcio d’angolo hanno evidenziato problemi nelle marcature. In quelle azioni la squadra è sembrata disordinata, con i giocatori impegnati più a occupare spazi diversi che a seguire gli avversari.

Tuttavia, attribuire all’allenatore ogni difficoltà significa ignorare la scarsità delle soluzioni disponibili. Gli avversari hanno potuto cambiare ritmo con gli ingressi dalla panchina: Gasperini ha mandato in campo Balerdi, autore di due gol, mentre Spalletti ha inserito Zhegrova e Boga, decisivi per la Juventus. Farioli ha trovato nuove energie con le sostituzioni e il Napoli non ha avuto una risposta equivalente.


Il confronto con l’inizio stagione

Alla prima giornata, contro il Genoa, De Bruyne e Vergara sono entrati dalla panchina e hanno contribuito a decidere la partita. Quel tipo di intervento oggi non è quasi più possibile: quando arriva il momento di cambiare, Allegri dispone spesso di giocatori fuori ruolo, ragazzi della Primavera o calciatori offensivi non al meglio.

Il Napoli continua così a restare in partita per un’ora, talvolta anche fino al 70’, prima di perdere compattezza. La squadra ha già mostrato di poter dissipare vantaggi anche con una rosa più ampia, ma l’emergenza ha trasformato le difficoltà in un problema strutturale. Allegri resta il bersaglio più immediato, mentre la panchina offre sempre meno strumenti per correggere le gare.

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