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Attualità 2 min di lettura20 min fa

Zecchi, il filosofo: longevità legata alla cultura; Soave replica

Durante UnoMattina il dibattito è partito dai dati sulla salute e sulla durata della vita nelle diverse aree italiane.

Stefano Zecchi ha collegato la maggiore longevità del Nord alla cultura durante UnoMattina. Maria Soave ha preso le distanze dall’analisi, richiamando il peso di servizi, redditi, alimentazione e condizioni sociali.

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I dati citati in trasmissione

Il confronto è nato da una grafica di Uno Mattina News, secondo cui nel settentrione si vive mediamente un anno e mezzo in più rispetto al Mezzogiorno. Nel programma condotto da Tiberio Timperi e Maria Soave è stato inoltre ricordato uno studio dell’Istat sulla cosiddetta buona salute, che in Calabria terminerebbe a 52,6 anni.

A Bolzano, ha osservato la trasmissione, l’età media sfiora invece i 68 anni. Timperi ha chiesto a Zecchi di spiegare il divario, ricevendo dal filosofo una lettura legata alla capacità delle persone di comprendere le situazioni e di orientare le proprie scelte quotidiane.


Il confronto tra Zecchi e Soave

Zecchi ha chiarito che con il termine cultura non intendeva stabilire una gerarchia tra Nord e Sud, ma indicare una conoscenza più ampia delle decisioni riguardanti alimentazione, cure, aggiornamento e studio. Secondo il suo ragionamento, una maggiore consapevolezza può aiutare a gestire meglio la propria vita e, di conseguenza, a tutelare la salute.

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Timperi ha segnalato subito la delicatezza dell’affermazione. Soave ha quindi replicato: «Non possiamo dire che al Sud c’è meno cultura, forse c’è più difficoltà in qualche modo». La conduttrice ha ricordato i viaggi sanitari, le persone che non riescono a curarsi adeguatamente e la possibile incidenza di abitudini alimentari, servizi meno presenti e maggiore complessità urbana.


Le altre ragioni indicate

Il filosofo ha mantenuto la propria posizione, precisando che la cultura va intesa come capacità complessiva di valutare il luogo in cui si vive. Ha poi distinto tra il benessere possibile in una città come Bolzano e la scelta personale di abitare altrove, citando la propria preferenza per Milano nonostante una diversa esperienza privata.

Prima dei saluti, Soave ha aggiunto un ulteriore elemento: nel Nord ci sarebbero più opportunità, retribuzioni mediamente superiori e servizi sociali spesso più efficienti. A suo giudizio, il divario non deve rappresentare una condanna per il Mezzogiorno, ma un incentivo a valorizzare le risorse delle regioni meridionali.

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