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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Zacapu, 1.600 denti da latte: il mistero dei bambini scomparsi

I resti recuperati nel Michoacán attendono esami genetici e antropologici per chiarire quante vittime vi siano e che cosa sia accaduto loro.

Quei reperti hanno già un peso preciso: sono stati raccolti, ordinati e messi a disposizione delle autorità. Ora servono identità e riscontri scientifici, perché soltanto le analisi potranno chiarire a chi appartenessero i denti e gli altri frammenti rinvenuti a Zacapu.

La vicenda coinvolge Margarita López, figura di riferimento per le famiglie messicane che cercano persone scomparse. La sua ricerca personale è cominciata nel 2011, quando a Oaxaca è sparita la figlia Yahaira Guadalupe; nel 2013 la donna è riuscita a recuperare i suoi resti. Da allora ha partecipato alle attività di ricerca condotte in varie regioni del Paese.


La scoperta nata dal fumo

Nel 2021, nei pressi di una discarica, López e le altre componenti del collettivo Buscando Cuerpos en Todo México hanno notato una colonna di fumo provenire da un rilievo. Il gruppo ha deciso di controllare l’area e, durante l’ispezione, ha trovato un dente.

Secondo il primo esame richiesto dalle cercatrici, quel reperto sarebbe appartenuto a un bambino. Da lì è partita una ricerca più meticolosa: il terreno è stato passato con setacci a maglia sempre più stretta, facendo emergere denti decidui, piccoli segmenti ossei, falangi e frammenti vertebrali.


Il numero delle vittime resta incerto

Margarita López riferisce di avere raccolto nel sito circa 1.600 denti da latte. Alcuni specialisti interpellati dal collettivo avrebbero collocato l’età dei minori tra uno e sei anni, mentre altre stime arriverebbero fino ai dodici.

Il conteggio dei denti, tuttavia, non permette di stabilire automaticamente quante persone siano coinvolte. López ritiene possibile che nel luogo siano stati bruciati decine di bambini, ma si tratta di un’ipotesi ancora da verificare e non di una conclusione ufficiale.

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Le richieste alle istituzioni

La Fiscalía General de la República non ha comunicato quanti individui siano rappresentati dai resti né quale sarebbe stata la causa dei decessi. Le cercatrici sostengono inoltre che alcuni materiali siano stati individuati in punti già controllati dagli investigatori, circostanza che le ha spinte a chiedere nuovi accertamenti.

Il collettivo sollecita in particolare analisi del DNA, esami antropologici e raffronti con gli archivi delle persone scomparse. A settembre le donne hanno manifestato davanti alla sede della Procura federale a Città del Messico per ottenere l’esame e il riconoscimento dei reperti.

La questione è stata sollevata anche al Senato messicano. Il 23 settembre Laura Esquivel Torres, senatrice del Partido Acción Nacional, ha chiesto un minuto di silenzio per le possibili vittime e ha annunciato un’iniziativa destinata a ottenere chiarimenti dalle autorità del Michoacán e dal governo federale.

Tra gli scenari indicati da López figurano lo sfruttamento sessuale, la pornografia e il traffico di organi. Nessuna di queste piste, però, è stata confermata dagli inquirenti: restano possibilità denunciate dal collettivo, mentre il lavoro necessario per trasformare i reperti in prove e nomi deve ancora essere completato.

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