Vescovo Mata, la richiesta urgente: via dal Nicaragua per curarsi
Il rappresentante del prelato sollecita l’Osa a favorire la liberazione e un trasferimento umanitario in un Paese terzo, citando gravi necessità sanitarie
Le condizioni di salute di Juan Abelardo Mata, vescovo emerito di Estelí, hanno spinto i suoi rappresentanti a chiedere un intervento internazionale. L’obiettivo è ottenere la sua liberazione e consentirgli di raggiungere un Paese terzo per ricevere cure specialistiche.
Le cure non possono attendere
Jeffer Chavarría Alonso, incaricato di rappresentare il prelato, ha segnalato la necessità di esami e trattamenti urgenti. Mata, che ha 80 anni, avrebbe bisogno dell’assistenza di specialisti in cardiologia, neurologia, medicina vascolare e oftalmologia.
Il religioso è stato fermato dalla polizia nicaraguense a giugno. Da allora, secondo quanto riferito dai suoi rappresentanti, sarebbe sottoposto a numerose limitazioni e a una sorveglianza particolarmente stretta.
L’appello rivolto ai ministri
La richiesta è stata indirizzata ai ministri degli Esteri dell’Organizzazione degli Stati americani alla vigilia della riunione convocata a Washington per il 2 ottobre. L’incontro sarà dedicato alla crisi in Nicaragua e potrebbe offrire l’occasione per sollevare anche il caso del vescovo.
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Chavarría Alonso ha sollecitato un’azione diplomatica rapida, chiedendo che al prelato venga garantito un trasferimento per motivi umanitari fuori dal Nicaragua. La proposta punta a un Paese terzo, dove Mata potrebbe accedere alle cure indicate dai suoi rappresentanti.
Il provvedimento della Corte
Nell’appello viene richiamata anche la decisione del 27 agosto della Corte interamericana dei diritti umani. L’organismo ha disposto misure provvisorie per tutelare la vita, la salute e la libertà del vescovo.
La Corte ha inoltre stabilito che, nel caso in cui Mata si trovi detenuto, le autorità nicaraguensi debbano liberarlo senza ritardi. Al governo è stato chiesto di fornire informazioni sulla situazione dell’anziano prelato entro il 1° ottobre, un giorno prima della riunione ministeriale di Washington.
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