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Attualità 1 min di lettura14 ott

Ucraina, Meloni si sfila: la mossa che riapre il duello con Macron e Merz

La premier cambia posizione sui negoziati e lascia a Parigi, Berlino e Londra il compito di trattare, mentre ridimensiona Vannacci nel fronte sovranista

La posizione di Giorgia Meloni sui colloqui per l’Ucraina cambia direzione: il governo italiano sceglie di non assumere un ruolo diretto nelle trattative e rimanda l’iniziativa a Francia, Germania e Regno Unito. Una svolta che riporta al centro il confronto con Emmanuel Macron e Friedrich Merz.

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Roma lascia agli altri il negoziato

Il nuovo orientamento della premier si riassume nella frase «Trattino loro», riferita a Parigi, Berlino e Londra. L’Italia, dunque, si chiama fuori dal percorso negoziale invece di contendersi la regia diplomatica con le altre capitali europee.

Il cambio di linea rappresenta una risposta alla situazione politica e internazionale in cui Meloni si è trovata. La premier prova così a uscire da una posizione d’angolo, rinunciando a un’esposizione diretta sul dossier ucraino e lasciando che siano gli altri governi indicati a condurre il confronto.

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La partita interna del fronte sovranista

La stessa manovra riguarda anche gli equilibri dell’area sovranista. Meloni sottrae a Roberto Vannacci la guida di quel campo, ridimensionando il ruolo del generale nella competizione politica interna.

La scelta apre una nuova sfida con Macron e Merz, mentre il dossier ucraino resta il terreno sul quale si misura il peso dei principali leader europei. La premier punta quindi a ridefinire contemporaneamente il profilo internazionale dell’Italia e la leadership del fronte sovranista.

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