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Attualità 2 min di lettura14 ott

Tumore al polmone, la corsia veloce del Gemelli: così è stato operato il Papa

Dal tracciamento dei noduli con tecnologia robotica agli interventi toracici mirati: il Policlinico Gemelli concentra diagnosi e chirurgia per ridurre tempi e recupero

Un nodulo polmonare può essere individuato, localizzato e rimosso nello stesso percorso assistenziale, riducendo l’attesa tra diagnosi e intervento. È una delle frontiere sviluppate al Policlinico Gemelli, dove ogni anno vengono eseguite circa mille operazioni di chirurgia toracica con tecniche pensate per preservare il più possibile il tessuto sano.

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La tecnologia accorcia il percorso

Dal 2019 le équipe di chirurgia toracica e radiologia interventistica hanno perfezionato una procedura destinata soprattutto alle lesioni di dimensioni molto ridotte. Il radiologo, guidato dalla tomografia computerizzata, inserisce un piccolo marcatore metallico, chiamato microcoil, nel nodulo sospetto: in questo modo il chirurgo può individuarlo anche quando è inferiore a un centimetro e non è visibile direttamente.

L’asportazione avviene attraverso un accesso di circa 3 centimetri, dal quale viene introdotta una videocamera. Con la tecnica toracoscopica si rimuove la sola area interessata, lasciando intatto il polmone non malato. Dopo l’anestesia generale, il recupero può essere rapido e la dimissione arrivare già dopo due giorni, contro i tempi generalmente più lunghi della chirurgia tradizionale.


Biopsia e operazione nella stessa seduta

Un ulteriore sviluppo è stato sperimentato nel dicembre 2025, quando un paziente è stato sottoposto a chirurgia mini-invasiva appena quattro ore dopo la diagnosi. Il risultato è stato reso possibile dall’integrazione tra broncoscopia robotica ION e resezione polmonare, eseguite durante un unico atto anestesiologico nella sala ibrida.

La piattaforma robotica consente di raggiungere anche noduli periferici di piccole dimensioni, effettuare il prelievo e applicare il riferimento utile alla successiva localizzazione chirurgica. Se la biopsia conferma la presenza del tumore, il paziente, già intubato, viene trasferito direttamente in sala operatoria: si evita così l’intervallo di osservazione che normalmente precede l’eventuale intervento.

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A coordinare quella procedura fu il professor Stefano Margaritora, mentre l’operazione venne eseguita dalla professoressa Elisa Meacci, responsabile della struttura di chirurgia mini-invasiva del Gemelli e componente dell’équipe che ha assistito anche Papa Leone XIV. Margaritora ha descritto questo modello come una sintesi di diagnosi rapida, tecnologia, appropriatezza delle cure e collaborazione tra specialisti.


Il caso di Papa Leone XIV

Il 13 ottobre Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost, è stato operato al Gemelli per la rimozione del lobo inferiore del polmone destro. L’équipe, composta da sette medici e guidata da Margaritora, ha eseguito un intervento durato circa 90 minuti con una tecnica videoassistita.

L’esame istologico eseguito durante l’operazione ha confermato l’ipotesi di adenocarcinoma polmonare formulata prima dell’intervento. Il Policlinico ha definito la resezione radicale, ma il quadro terapeutico non è ancora completo: saranno gli accertamenti postoperatori a stabilire se serviranno ulteriori cure e quanto dovrà durare la degenza.

L’attività del Gemelli non si limita alla sala operatoria. Nel 2023 è stato aperto l’Ambulatorio dei Noduli Polmonari, creato per offrire in tempi contenuti una valutazione specialistica alle persone con reperti sospetti. L’obiettivo è inserire ogni paziente nel percorso diagnostico e terapeutico più adatto, attraverso il confronto tra radiologi, pneumologi e chirurghi.

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