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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tribunale di Milano difende la gip dalle accuse del governo

La gip non ha convalidato il fermo del ricercatore; Anm e vertici del tribunale difendono l’autonomia giudiziaria.

Youssef Siher è stato rimesso in libertà dopo che la gip di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il suo fermo. La decisione ha aperto un nuovo scontro tra il governo e la magistratura.

La reazione più dura è arrivata dalla premier Giorgia Meloni, ma il Tribunale di Milano ha respinto le critiche definendole «irricevibili». Anche l’Associazione nazionale magistrati ha espresso sostegno alla giudice e accusato la politica di delegittimare il lavoro dei magistrati.

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La replica del tribunale

I vertici del Tribunale di Milano, Fabio Roia ed Ezia Maccora, hanno contestato le dichiarazioni di esponenti politici con incarichi istituzionali. A loro giudizio, quelle parole mostrano una conoscenza insufficiente, oppure volutamente distorta, delle regole che governano la giurisdizione in uno Stato di diritto.

Nella nota, i magistrati hanno difeso il lavoro della gip, ricordando che il giudice applica i principi costituzionali e le garanzie dell’ordinamento. Alla parola «vergogna», utilizzata da Meloni per giudicare il provvedimento, hanno contrapposto l’idea che a meritare quel giudizio siano «altre categorie della vita sociale», non chi esercita la funzione giudiziaria.

La Giunta esecutiva centrale dell’Anm ha aggiunto che una decisione giudiziaria può essere contestata nel merito o impugnata attraverso gli strumenti previsti dal procedimento. L’associazione ha però definito «insopportabile» l’uso di attacchi pubblici contro i magistrati, soprattutto quando provengono dalle più alte cariche dello Stato.


Le parole della premier

Meloni ha affidato la propria posizione a un video diffuso sui social. La presidente del Consiglio ha parlato di una decisione «vergognosa» e ha sostenuto che la scarcerazione rappresenti un’offesa al lavoro delle forze dell’ordine, degli investigatori e del ministero dell’Interno.

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Nel suo intervento, la premier ha attribuito a Siher la gestione del canale Telegram «Movimento 17 ottobre», nato dopo due giornate segnate da saccheggi e devastazioni a Milano. Secondo la ricostruzione presentata dalla presidente del Consiglio, il canale avrebbe favorito l’organizzazione delle manifestazioni poi sfociate nei danneggiamenti di diversi negozi.


Salvini e Tajani contro la scarcerazione

Matteo Salvini ha definito «incredibile» la liberazione del ricercatore, ricordando che la Procura di Milano gli contestava accuse pesanti, tra cui l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità terroristica. Il vicepremier leghista ha inoltre richiamato i timori dei pubblici ministeri sul rischio di fuga e sulla possibile reiterazione dei reati.

Salvini ha collegato la vicenda anche alle nuove manifestazioni previste a Milano, chiedendo chi dovrebbe rispondere di eventuali ulteriori violenze. Antonio Tajani, intervenuto su X, ha invece sostenuto che la scarcerazione possa mettere a rischio la sicurezza nazionale e indebolire il morale delle forze dell’ordine. Il vicepremier e leader di Forza Italia ha invocato maggiore prudenza e responsabilità nelle decisioni di questo tipo.

Secondo l’Anm, l’autonomia e l’indipendenza della magistratura sono elementi essenziali della democrazia. Trasformare i giudici nel bersaglio del dibattito politico, ha sostenuto l’associazione, danneggia la credibilità delle istituzioni.

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