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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Torre di Pasolini, l’investimento di Gallinari finisce in tribunale: cosa sta accadendo

L’attore Gabriele Gallinari racconta di aver investito circa un milione di euro nel recupero della torre e denuncia una controversia che potrebbe costringerlo a lasciare il complesso.

Un investimento da quasi un milione di euro, un bene storico restituito alle visite e ora una disputa legale sul futuro della proprietà. È la vicenda raccontata da Gabriele Gallinari, attore teatrale di origini siciliane e romano d’adozione, che ha acquistato la Torre di Chia, nel territorio di Soriano nel Cimino, sostenendo di averne curato il recupero a proprie spese.

La struttura, immersa nei boschi della Tuscia, è legata alla memoria di Pier Paolo Pasolini. Gallinari sostiene di essere oggi esposto al rischio di sfratto, mentre intorno al complesso si confrontano diverse posizioni istituzionali e private. Dai dati disponibili non emergono però ulteriori dettagli sull’iter giudiziario o sul soggetto che avrebbe chiesto il rilascio dell’immobile.


La torre legata alla memoria di Pasolini

Pasolini si imbatté nella torre intorno al 1960, durante la lavorazione del film "Il Vangelo secondo Matteo", e ne rimase colpito. Il luogo avrebbe poi contribuito a ispirare gli ultimi versi del "Poeta delle ceneri", come viene ricordato nel racconto sulla storia del complesso.

Nel 1970 lo scrittore riuscì ad acquistare Colle Casale insieme alla torre. In seguito immaginò di costruire una residenza accanto ai ruderi e lavorò al progetto con Dante Ferretti. Il sito è quindi passato dall’esperienza cinematografica e letteraria di Pasolini a una nuova fase di tutela e valorizzazione.


Dalla vendita all’acquisto di Gallinari

Nel 2020 gli eredi misero sul mercato la proprietà. L’annuncio, pubblicato su Immobiliare.it, indicava una richiesta di 800mila euro; la decisione fu collegata anche agli elevati costi necessari per la manutenzione del complesso.

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Il Ministero della Cultura valutò la possibilità di intervenire, ma lo Stato scelse di non esercitare il diritto di prelazione. Il prezzo conclusivo viene indicato in una forbice compresa tra 750mila e 775mila euro. A rilevare la proprietà fu Gallinari, conosciuto per il lavoro in teatro e per la partecipazione a diverse serie televisive.


Il restauro e la nuova controversia

Secondo il racconto dell’attore, il recupero del complesso gli sarebbe costato circa un milione di euro. Dopo i lavori, la Torre di Chia è stata resa accessibile con appuntamenti mensili, iniziative culturali gratuite e incontri dedicati a gruppi di studio internazionali.

Gallinari ha respinto così l’idea di un bene rimasto inutilizzato o sottratto alla collettività. La sua posizione, tuttavia, si inserisce ora in una battaglia legale: l’attore afferma di essere stato sfrattato, nonostante le risorse impiegate per acquistare e restaurare il sito. La vicenda coinvolge anche un ente locale e la Regione Lazio, ma il materiale disponibile non chiarisce ancora quale sarà l’esito del contenzioso.

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