Torino, 34 auto sequestrate: la doppia vita dei tassisti abusivi
Sono circa cinquanta gli autisti irregolari individuati in città: tra loro persone che cercano un guadagno extra e una rete organizzata su Telegram.
A Torino esiste un circuito parallelo di trasporto gestito da circa cinquanta conducenti senza autorizzazione. Pensionati, casalinghe e studenti universitari si mettono alla guida per ottenere un’entrata aggiuntiva, mentre i contatti passano anche attraverso Telegram.
Un’attività per arrotondare
Il gruppo comprende persone con profili molto diversi, accomunate dalla scelta di svolgere corse fuori dalle regole previste per il servizio taxi. Per alcuni si tratta di un modo per integrare il reddito o affrontare le spese quotidiane.
Tra gli autisti irregolari figurano pensionati, casalinghe e universitari. La loro attività, pur svolta con finalità economiche, non rientra nel sistema autorizzato del trasporto pubblico non di linea.
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Già 34 vetture fermate
Dall’inizio dell’anno la polizia municipale di Torino ha sequestrato 34 automobili utilizzate per questo tipo di servizio. Il dato riguarda i controlli eseguiti nei confronti degli autisti privi dei requisiti necessari.
La rete trova inoltre un canale di comunicazione su Telegram, dove gli abusivi possono organizzare i contatti con i clienti. Il numero complessivo stimato resta di circa cinquanta conducenti attivi in città.
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