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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Studenti, occupati licei e atenei contro carovita e tagli

Le occupazioni coinvolgono atenei e licei in diverse città, alla vigilia dello sciopero generale del 30 ottobre

Il movimento studentesco si mobilita oggi, venerdì 30 ottobre, insieme ai lavoratori chiamati allo sciopero generale. Le occupazioni riguardano scuole e università di numerose città italiane e mettono al centro costo della vita, diritto allo studio, abitazioni e spesa militare.

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Le richieste degli studenti

La protesta punta a collegare le condizioni di chi studia con quelle di chi lavora. Gli studenti chiedono più finanziamenti per gli atenei, borse di studio e alloggi pubblici, contestando le risorse destinate alla difesa mentre aumentano affitti, bollette e prezzi dei beni essenziali.

A Milano, il gruppo Cambiare Rotta ha occupato la Bicocca scegliendo lo slogan “La guerra non la paghiamo”. Nel messaggio diffuso dagli studenti si denuncia che il costo della spesa familiare sarebbe cresciuto del 50% in cinque anni. Tra le difficoltà citate figurano anche i 600 euro necessari, in alcuni casi, per una stanza e l’impossibilità per molti giovani di sostenere le spese legate all’università.

Alla Statale di Milano, invece, la mobilitazione richiama la situazione di 1559 studenti risultati idonei ma rimasti senza posto nelle residenze pubbliche. Gli occupanti segnalano inoltre corsi con pochi docenti, lezioni iniziate con un mese di ritardo, strutture chiuse da anni e aule sovraffollate o soggette a problemi edilizi.


Atenei occupati in diverse città

A Roma l’occupazione ha interessato la facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza. Cambiare Rotta chiede un aumento delle risorse per l’università, più borse e una rete pubblica di residenze. Secondo gli studenti, il trasferimento di fondi verso le spese militari sottrae possibilità al loro percorso formativo.

La protesta è arrivata anche al campus Einaudi di Torino, dove una delle richieste riguarda i posti letto costruiti con i finanziamenti del Pnrr: gli studenti chiedono che vengano inseriti nel sistema pubblico, anziché affidati a una gestione privata. A Napoli, l’Orientale mantiene occupato da oltre una settimana Palazzo Giusso, mentre un’altra mobilitazione interessa Porta di Massa, sede della Federico II. I temi indicati sono l’aumento delle spese quotidiane, la crisi dell’università pubblica e la difficoltà di trovare un alloggio.


Le occupazioni nelle scuole

Anche gli istituti superiori partecipano alla mobilitazione. Nella capitale risultano occupati, tra gli altri, il Mamiani, il Tasso, il liceo artistico di via Ripetta, l’Argan, il Piaget, il Plinio Seniore e il Morgagni. Al Plinio, il collettivo 20 novembre critica una gestione scolastica considerata troppo simile a quella aziendale e contesta l’aumento della militarizzazione nei percorsi educativi.

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Al Francesco d’Assisi gli studenti hanno concentrato le accuse sulle condizioni dell’edificio: servizi igienici malfunzionanti, corridoi sporchi, infiltrazioni nella palestra e materiali di risulta ancora presenti nel cortile dopo un anno. La protesta riguarda anche gli indirizzi delle politiche scolastiche nazionali e, secondo gli occupanti, proseguirà oltre la conclusione delle lezioni.

A Firenze sono coinvolti il Gramsci, l’Alberti-Dante, il Castelnuovo, il Da Vinci, il Galileo-Michelangiolo e il Machiavelli-Capponi. Le segnalazioni riguardano infiltrazioni d’acqua, muffa, presenza di insetti e roditori, carenza di personale e problemi legati alla sicurezza. Nel mirino sono finiti anche il limite previsto per gli studenti stranieri, il disegno di legge sull’educazione sessuo-affettiva e i percorsi scuola-lavoro.


La mobilitazione del 30 ottobre

Il calendario delle proteste comprende istituti di molte altre città. A Torino sono interessati Boselli, Volta, Beccari, Giolitti e Gobetti; a Bologna risultano occupati Minghetti e Laura Bassi, mentre Copernico, Sabin e Galvani hanno registrato il blocco degli ingressi. A Genova le iniziative riguardano, tra gli altri, Gastaldi-Abba e Nautico San Giorgio.

A Palermo le scuole occupate sono più di dieci, tra cui Galilei, Pio La Torre, Umberto I, Meli ed Einstein. A Milano, oltre alle occupazioni, si sono svolte assemblee e presidi al Tenca, al Virgilio, all’Einstein, al Carducci, all’Agnesi, al Bottoni e al Boccioni.

Per gli studenti, la giornata di sciopero proclamata dall’Unione sindacale di base offre l’occasione di unire le rivendicazioni delle aule con quelle dei luoghi di lavoro. Il messaggio diffuso dai gruppi mobilitati è netto: “Vogliamo essere parte di una mobilitazione capace di unire le lotte di studenti e lavoratori”, contro il definanziamento dell’istruzione, lo sfruttamento e la riduzione dei diritti.

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