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Attualità 5 min di lettura1 ora fa

Sorrento, quattro persone accusate di campagna contro un giornalista

La Procura contesta un piano coordinato: venti giorni per memorie e interrogatorio prima della decisione sul rinvio a giudizio

La Procura di Torre Annunziata ha chiuso l’inchiesta su quattro persone accusate di aver organizzato una campagna contro il giornalista Vincenzo Iurillo.

Gli indagati non hanno diffuso, al momento, repliche pubbliche. Dopo la notifica dell’avviso, possono depositare memorie, chiedere di consultare gli atti o domandare di essere interrogati entro venti giorni; successivamente il pubblico ministero valuterà la richiesta di rinvio a giudizio.

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Le accuse già arrivate in aula

Il 16 luglio 2026 il giudice di Torre Annunziata ha inflitto due anni e otto mesi a Salvatore Langellotto, imprenditore con precedenti legati alla camorra, per atti persecutori commessi ai danni dello stesso Iurillo.

Un’ulteriore udienza è fissata per il 9 ottobre nel procedimento a carico di Luigi Vizioli, già imputato per stalking nei confronti del giornalista. Nei giorni del 3 e 4 ottobre, secondo l’atto, Michelangelo Scannapieco avrebbe diffuso nuovi contenuti con allusioni ritenute false e tendenziose sulla persona offesa.


La contestazione della Procura

L’avviso di conclusione delle indagini, firmato dal pm Marta Agostini e datato 7 ottobre, riguarda Scannapieco, Gaetano Milone, Vizioli e Andrea Cretella. L’ipotesi è un’associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione e agli atti persecutori contro Iurillo e altre persone impegnate nella vita pubblica, amministrativa, professionale e imprenditoriale della costiera sorrentina.

Per gli inquirenti Scannapieco avrebbe coordinato le iniziative, individuato gli obiettivi e distribuito i contenuti: pubblicazioni sui social, brevi video, immagini manipolate e striscioni. Milone viene indicato come responsabile, o comunque direttore, dei contenuti di “Lo Strillo della Penisola” e di “Sireon7/Sireneo”. Vizioli e Scannapieco sarebbero stati referenti locali di “Mani Pulite”, associazione fondata e presieduta da Cretella.


Giornali e pubblicazioni contestate

Secondo la Procura, il nome di “Mani Pulite” avrebbe fornito al gruppo una veste legata alla legalità. Le iniziative sarebbero state attivate in concomitanza con verifiche amministrative, articoli, denunce e procedimenti riguardanti gli indagati, comprese le pratiche sui presunti abusi edilizi.

Nel mirino dell’accusa ci sono anche le pubblicazioni. Il sito di “Lo Strillo”, pur presentandosi con firme, rubriche e fotografie, non sarebbe mai stato registrato presso il tribunale competente. Quanto a “Sireon 7”, dopo una diffida notificata il 16 luglio 2025 e la successiva revoca dell’incarico direttivo, avrebbe assunto la denominazione “Sireneo” e sarebbe tornato online dal primo agosto con la dicitura “in attesa di registrazione”, venduto a un euro.


Gli attacchi a Iurillo

Tra i contenuti citati nell’inchiesta figura un articolo del 3 maggio 2025, nel quale Milone avrebbe definito Iurillo “calunnioso e vigliacco” e “millantatore”. Vizioli, in altri messaggi, lo avrebbe apostrofato come “cialtrone”, “psicopatico” e “menzognero”, sostenendo che avesse venduto il proprio lavoro “in cambio di una pizza”.

Il 28 aprile 2025 Scannapieco avrebbe pubblicato un video sulla struttura “Gocce di Capri”, accompagnato dalla scritta “Gocce di Capri abusive” e da un riferimento al “caro direttore”, prospettando una segnalazione ai vertici del giornale. Il 7 luglio dello stesso anno avrebbe inoltre inviato una comunicazione tramite posta elettronica certificata a Cinzia Monteverdi, presidente e amministratrice delegata di Società editoriale Il Fatto, e a Marco Travaglio, parlando di uno “stillicidio mediatico”.

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Post, minacce e conseguenze

Tra giugno e il 20 luglio 2026, sempre secondo l’accusa, Scannapieco avrebbe pubblicato almeno quattordici post contro Iurillo. Nei messaggi comparivano espressioni come “fallito di successo”, “rifiuto speciale” e “speculatore seriale”, oltre all’accusa di ricevere denaro dalla camorra: circostanze presentate come affermazioni degli indagati e non come fatti accertati.

Dopo un’intervista concessa a Iurillo dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il 3 luglio 2026 sarebbe comparso il messaggio “Gratteri ‘o sape”, seguito dall’annuncio che Gratteri, Giuseppe Conte e Travaglio sarebbero stati informati della “verità”. Per la Procura, il contenuto puntava a mettere in dubbio l’affidabilità del cronista.


Il contesto di Sorrento

La vicenda viene collocata dagli investigatori nelle tensioni legate al cosiddetto “Sistema Sorrento”. Massimo Coppola, già sindaco, era stato arrestato nel maggio 2025; nel marzo 2026 la commissione d’accesso aveva proposto lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche, ma il governo aveva optato per prescrizioni.

Il 18 agosto 2025 Iurillo aveva scritto di un rapporto della segretaria generale Candida Morgera, nel quale si riferiva di minacce online rivolte alla stessa Morgera e all’avvocato comunale Donatangelo Cancelmo, impegnati nei controlli anticorruzione e contro l’abusivismo.


Festival e cambiamenti nella vita privata

Il 30 giugno 2026 Iurillo aveva pubblicato un articolo sui verbali dell’inchiesta, riferendo testimonianze rese in aprile da Morgera e Cancelmo sui rapporti tra l’ex sindaco, alcuni consiglieri e una persona indicata con le iniziali “M.S.”. Il testo collegava quei rapporti alla richiesta di scioglimento, precisando che si trattava di dichiarazioni e non di accertamenti definitivi.

In un episodio avvenuto ad Amalfi il 7 luglio 2025, durante un appuntamento della rassegna letteraria curata da Iurillo, Cretella avrebbe detto di aver ricevuto le denunce del giornalista “nella buca delle lettere” e gli avrebbe rivolto la frase “ti devo togliere la casa”.

L’atto sostiene inoltre che la reiterazione degli attacchi, diffusi da più profili e attraverso diverse pubblicazioni, abbia modificato le abitudini di Iurillo. Il giornalista avrebbe limitato gli incontri, mantenuto riservati luoghi frequentati e rapporti personali e rinunciato, l’8 agosto 2026, al ruolo di direttore artistico del Festival internazionale del giornalismo e del libro d’inchiesta.

La manifestazione si era svolta dal 2021 al 2023 sulla terrazza di “Gocce di Capri”, a Massa Lubrense, struttura citata nella campagna. Dal 2024 gli appuntamenti erano stati trasferiti in piazze pubbliche della costiera; nel 2026 gli eventi itineranti erano stati undici, con ospiti come Ranucci, Gratteri, De Magistris, Orsini, Di Battista e Francesca Albanese. Iurillo teme che le minacce possano portare alla chiusura della rassegna.

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