Shenlong, il Pentagono mostra lo spazioplano cinese
L’immagine mostra il mezzo durante la terza missione, tra manovre orbitali e capacità di rilascio e recupero
Il Pentagono ha diffuso una fotografia ad alta definizione dello spazioplano cinese Shenlong, osservato in orbita da un satellite commerciale statunitense.
GioiaPura
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Le capacità osservate dallo spazio
La Cina sta sviluppando mezzi in grado di spostarsi nello spazio, avvicinare altri oggetti e riportare a terra tecnologie. Gli Stati Uniti, intanto, stanno migliorando i sistemi per individuare e seguire questi veicoli: nella competizione orbitale, anche i satelliti possono svolgere funzioni di sorveglianza.
Le attività spaziali hanno ormai effetti diretti sulla sicurezza terrestre. Comunicazioni, navigazione satellitare, raccolta di informazioni e guida delle armi di precisione dipendono da infrastrutture che potrebbero essere colpite o rese inutilizzabili. In una possibile crisi attorno a Taiwan, un attacco anche temporaneo a una parte di questi sistemi potrebbe incidere sull’andamento delle operazioni militari.
La foto del veicolo cinese
L’immagine è stata realizzata il 28 maggio 2024, quando un satellite commerciale americano si trovava a circa 90 chilometri dallo spazioplano. La Defense Intelligence Agency, l’agenzia d’intelligence militare del Pentagono, l’ha poi inserita in un rapporto dedicato alle minacce per la sicurezza nello spazio.
Nel fotogramma si distinguono una navetta compatta senza equipaggio, ali dalla forma triangolare, un vano destinato al carico e pannelli solari aperti. La fotografia era stata mantenuta riservata fino alla pubblicazione del documento dell’agenzia statunitense.
Come opera Shenlong
Il mezzo viene generalmente identificato con Shenlong, nome traducibile come “Drago Divino”. Pechino non ha però confermato ufficialmente questa denominazione e non ha fornito un quadro completo delle attività svolte dalla navetta dopo l’ingresso in orbita.
Lo spazioplano è riutilizzabile: viene portato fuori dall’atmosfera da un razzo Long March 2F, resta nello spazio anche per diversi mesi e rientra infine attraverso l’atmosfera, con un atterraggio su pista simile a quello di un velivolo.
Le missioni già svolte
Il progetto presenta caratteristiche paragonabili a quelle dell’X-37B, il mezzo robotico realizzato da Boeing e impiegato dalla Space Force degli Stati Uniti. Anche le missioni della navetta americana sono in larga parte coperte dal segreto militare.
Dal debutto, avvenuto nel settembre 2020, Pechino ha portato a termine o avviato quattro missioni. La prima è durata appena due giorni, la seconda 276 giorni e la terza 268; la quarta è partita il 7 febbraio 2026 ed è ancora in corso.
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Rilascio e recupero in orbita
Nel corso dei voli, Shenlong ha espulso più volte piccoli oggetti e ha compiuto avvicinamenti ad altri corpi presenti nell’orbita terrestre. Nel giugno 2026, secondo l’analisi dei dati di LeoLabs, avrebbe liberato un piccolo satellite, capace poi di muoversi vicino a un altro oggetto cinese prima di rientrare nell’area della navetta.
Le successive ricostruzioni basate sui tracciati orbitali hanno indicato possibili operazioni analoghe anche nei mesi successivi, comprese attività di rilascio e recupero. La fotografia diffusa ora è stata scattata durante la terza missione e mostra un mezzo molto simile, per configurazione, allo spazioplano statunitense, compresa la sezione posteriore con i pannelli solari.
Impieghi possibili e armi
La possibilità di raggiungere un satellite, avvicinarlo e riportarlo indietro ha un valore militare rilevante. In teoria, una tecnologia simile potrebbe consentire ispezioni, interventi sui componenti o azioni contro mezzi appartenenti a un avversario, senza ricorrere necessariamente alla loro distruzione con un missile.
Le stesse funzioni possono però avere finalità non offensive, come la manutenzione, il rifornimento o la rimozione dei detriti. La Secure World Foundation ha rilevato che non sono state rese pubbliche prove di un utilizzo aggressivo di Shenlong e che la navetta non risulta essersi avvicinata a satelliti non cinesi.
La crescita delle capacità cinesi
Nel rapporto che contiene la fotografia, la Defense Intelligence Agency descrive un ampliamento delle risorse militari spaziali di Pechino. Gli analisti americani stimano che la Cina disponga di oltre 510 satelliti destinati a intelligence, sorveglianza e ricognizione, utilizzabili per localizzare e seguire navi, portaerei e forze armate statunitensi, soprattutto nell’area dell’Indo-Pacifico.
La stessa agenzia sostiene inoltre che la Cina abbia già laser installati a terra capaci di disturbare o danneggiare satelliti collocati in orbita bassa. Secondo la valutazione americana, entro la fine degli anni Venti Pechino potrebbe posizionare nello spazio anche sistemi ad energia diretta.
Il confronto con Washington
Per gli Stati Uniti, la manovrabilità di Shenlong si aggiunge a missili antisatellite, strumenti per la guerra elettronica e satelliti progettati per avvicinare altri veicoli. Pechino continua invece a presentare le tecnologie riutilizzabili come strumenti destinati a impieghi pacifici.
Il confronto resta reciproco. Anche l’X-37B svolge missioni in gran parte non divulgate e, il mese scorso, Washington ha riconosciuto pubblicamente di avere già collocato armi in orbita.
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