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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Scuole italiane, nuovi impianti termici finanziati dal 2028

I bandi partiranno nel 2027, ma gli stanziamenti saranno disponibili dall’anno successivo anche per atenei e ospedali.

Il piano per la legge di Bilancio 2027 prevede climatizzatori e pompe di calore in tutte le scuole italiane. L’annuncio è arrivato da Giorgia Meloni dopo l’approvazione del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri, ma i primi finanziamenti saranno erogati soltanto nel 2028.

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Bandi nel 2027, fondi dal 2028

La presidente del Consiglio ha spiegato che gli interventi partiranno utilizzando una quota delle risorse destinate alla sicurezza energetica. Il calendario prevede la pubblicazione dei bandi nel 2027, mentre l’assegnazione concreta dei fondi scatterà l’anno seguente.

«È una richiesta che arriva dalle famiglie, dagli insegnanti, dai ragazzi. È una questione oggettivamente di civiltà, nessuno dovrebbe studiare al freddo o a 35 gradi a giugno», ha detto Meloni durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Le somme disponibili rientrano nella componente energetica della clausola di salvaguardia nazionale, che consente margini temporanei rispetto ai vincoli di bilancio europei. Per questo capitolo sono stati indicati circa 7,2 miliardi di euro per il 2027 e 7,4 miliardi per il 2028, destinati a interventi di sicurezza ed efficienza energetica. Non è ancora stata precisata la quota riservata ai singoli settori.


Interventi anche in atenei e ospedali

Il progetto non si limiterà agli istituti scolastici. Meloni ha incluso nell’operazione anche università e ospedali, con lavori destinati a ridurre i consumi e a migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.

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Per le scuole, l’obiettivo è garantire condizioni più adeguate durante l’inverno e nei periodi di caldo intenso. La questione era già stata affrontata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che a settembre aveva annunciato 20 milioni di euro per acquistare apparecchi destinati a regolare la temperatura negli ambienti scolastici.


Il riferimento ai banchi a rotelle

Nel corso dell’incontro, la premier ha collegato il nuovo intervento alle scelte compiute durante l’emergenza Covid. Il riferimento è ai banchi a rotelle acquistati quando Giuseppe Conte guidava il governo.

«Se in passato, invece di dedicare le risorse a comprarli, ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio», ha affermato Meloni, criticando quella spesa e contrapponendola al piano per rendere più confortevoli le aule.

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