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Attualità 3 min di lettura3 ore fa

Sciopero generale del 30 ottobre, Usb: piazze partecipate

Oltre 50 cortei sono attesi in Italia; il sindacato teme che l’ordine pubblico oscuri salari, caro vita e servizi.

L’Usb ha confermato la mobilitazione nazionale di venerdì 30 ottobre, con più di 50 manifestazioni previste in diverse città italiane. Il sindacato prevede una partecipazione ampia e considera la presenza massiccia dei manifestanti un possibile deterrente contro le violenze.

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Le accuse al governo

Secondo l’Unione sindacale di base, le proteste delle ultime settimane nascono da problemi economici e sociali: il costo della vita, i carburanti più cari, gli affitti, le retribuzioni basse e i finanziamenti ritenuti insufficienti per sanità e istruzione. Tra le contestazioni figura anche l’impiego di risorse pubbliche per il riarmo.

Guido Lutrario, componente dell’esecutivo confederale dell’Usb, sostiene che l’attenzione delle istituzioni si sia concentrata soprattutto sugli episodi di tensione. “Il governo dovrebbe occuparsi innanzitutto del fatto che esiste una protesta ampia, con motivazioni precise”, ha dichiarato, chiedendo risposte sui contenuti delle rivendicazioni anziché un dibattito centrato sulla sicurezza delle piazze.

Il sindacalista ha aggiunto che cortei, presìdi e blocchi hanno coinvolto gruppi differenti, compresi giovani, agricoltori e autotrasportatori. La mobilitazione, secondo l’Usb, ha raccolto anche persone senza precedenti esperienze di sciopero e cittadini che in passato avevano votato per Giorgia Meloni.


Come saranno gestite le piazze

L’organizzazione prevede servizi d’ordine interni, destinati soprattutto a proteggere chi prenderà parte ai cortei del sindacato. Lutrario ha precisato che questi gruppi non avranno il compito di rimpiazzare le forze dell’ordine o di controllare il comportamento di tutti i partecipanti.

La preparazione è passata attraverso assemblee territoriali, nelle quali le realtà coinvolte hanno discusso regole e modalità della giornata. L’obiettivo dichiarato è evitare condotte estranee alle ragioni della protesta. Durante un incontro a Bologna, un delegato ha sintetizzato il ruolo degli organizzatori dicendo che i sindacalisti non sono in piazza per fare “i poliziotti delle vetrine”.

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L’Usb afferma di aspettarsi manifestazioni pacifiche e senza intenzione di provocare scontri. Il sindacato chiede inoltre ai partecipanti di condividere sia le richieste sia il modo in cui la protesta verrà condotta.


Il precedente del 22 settembre 2025

Tra i timori indicati da Lutrario c’è quello di eventuali provocazioni o di una lettura degli eventi concentrata soltanto sugli incidenti. Il riferimento è allo sciopero generale del 22 settembre 2025, quando le tensioni registrate alla stazione di Milano finirono al centro dell’attenzione, mentre le altre iniziative in Italia si svolsero senza problemi rilevanti.

“Non vorremmo che anche questa volta la mobilitazione di decine di migliaia di persone venisse raccontata soltanto attraverso ciò che accade in una singola piazza”, ha affermato Lutrario. A suo giudizio, in quell’occasione sarebbe stato necessario valutare anche la gestione dell’ordine pubblico da parte della questura.


La partecipazione attesa

Il sindacato ritiene che il coinvolgimento di molte categorie possa ridurre il rischio di comportamenti violenti. Lutrario ha riferito di un aumento delle richieste di informazioni da parte dei lavoratori e ha ricordato il ruolo avuto dai giovani nelle iniziative delle settimane precedenti.

Secondo l’Usb, né il nuovo pacchetto sicurezza né la precettazione dello sciopero dei trasporti hanno fermato le adesioni. Il sindacato prevede che la protesta possa ampliarsi e accusa l’esecutivo di rendere più difficile la situazione insistendo sul tema dell’ordine pubblico. Lutrario ha infine ribadito che l’organizzazione continuerà la mobilitazione anche in presenza di possibili provocazioni.

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